giovedì , 14 dicembre 2017

Formazione catechisti. Stage su nuovi media e catechesi

Nuovi media e catechesi al centro dello stage di formazione catechisti

Sono stati i nuovi media, in particolare i social network, la loro natura e il loro utilizzo, i veri protagonisti dello stage di formazione “Fratelli reali o amici virtuali? Gli adolescenti e le relazioni”.

L’incontro, che rientra in un più ampio percorso di formazione per catechisti, è stato promosso dall’Ufficio Catechistico del vicariato di Roma e pensato soprattutto per giovani catechisti (fino ai 30 anni).

Dott.ssa Rosaria Lisi

La mattinata di formazione si è svolta lo scorso sabato (25 novembre), presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, ed è stata aperta dal direttore dell’ufficio, mons. Andrea Lonardo, per poi lasciare la parola alla psicoterapeuta Rosaria Lisi e al social media manager di Radio Dimensione Suono, Omar Marco Kamal.

Relazioni che hanno messo al centro chiavi di lettura per comprendere e conoscere meglio le relazioni vissute dai giovanissimi nell’era dei social network e del virtuale.

L’approccio psicologico

La psicoterapeuta siciliana, nel suo intervento ha sottolineato quanto oggi giorno nel materiale del catechismo, non ci si debba dimenticare dell’uso che i giovanissimi fanno dei nuovi media e di come sia forte il legame tra adolescenza e virtualità. «I ragazzi di oggi sono diversi rispetto a quelli con cui avevamo a che fare 10 o 15 anni fa -, ricorda la Lisi – perché sono nati nel digitale. Fare catechismo ed entrare in contatto con i ragazzi deve mettere in conto quest’altro mondo, quello virtuale, che non è un aspetto separato dal mondo che viviamo».

Ascolta l’intervista completa alla dott.ssa Lisi per la puntata di In Diocesi andata in onda martedì 28 novembre

Dunque il catechista 2.0 che come l’educatore in generale può entrare con i ragazzi in questo mondo e permettere ai ragazzi stessi di utilizzarli per la propria crescita. «Il dramma dell’adolescenza di oggi è che tutto è potenzialmente possibile e non so cosa è giusto e non so se potrò realizzarlo: la ribellione non è più il primo problema dei ragazzi oggi».

Il social media manager

Il social media manager Omar Marco Kamal

Più critico il social media manager Kamal, che ha sottolineato l’efficacia comunicativa di questi strumenti, tesi principalmente al profitto. L’esperto ha messo in guardia i giovani catechisti nel loro utilizzo proprio per l’aspetto di marketing che vi si nasconde dietro, perché ribadisce «c’è un meccanismo all’interno di questi contesti che va a stimolare un centro tipo di appetito digitale», non certo sempre positivo per la crescita dei giovanissimi e la trasmissione della fede.

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