La Fondazione Alberto Sordi premia la solidarietà verso gli anziani

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Fondazione Alberto Sordi: la seconda edizione del premio alla solidarietà

“C’è un segreto per far ridere?” chiese il giornalista Enzo Biagi, durante il programma televisivo Cara Italia, ad Alberto Sordi. “Sì”, rispose l’attore, “prendere le cose sul serio”.
E anche la Fondazione, che porta il suo nome, fa sul serio, dando risalto a chi cerca, come può, di strappare un sorriso a una delle tante categorie di persone lasciate ai margini della società: gli anziani. Così, per il secondo anno consecutivo, la Fondazione Alberto Sordi indice il concorso “Premio Alberto Sordi alla Solidarietà”.

fondazione alberto sordi, premio alberto sordiRiservato a famiglie e a figure professionali, singoli cittadini, ma anche a gruppi e a associazioni di tutta Italia, premia chi abbia compiuto gesti solidali esemplari nei confronti di una o più persone anziane.

È possibile iscriversi fino al prossimo 30 aprile. In palio, un contributo economico di 5mila euro. La partecipazione è gratuita.

L’obiettivo, spiega a Radiopiù il direttore della Fondazione, l’avvocato Ciro Intino, “è la promozione della solidarietà come fattore di umanizzazione di tutta la società”.

Consulta il bando

Fondazione Alberto Sordi: Intino, “contro la cultura dello scarto”

Tra i nuovi fenomeni riscontrati dal rapporto della Caritas di Roma sulle povertà, presentato lo scorso gennaio alla Cittadella della Carità, emerge il cosiddetto “barbonismo domestico”: l’isolamento e l’abbandono della cura di sé che si sono tradotti in forme e stili di vita simili al barbonismo di strada ma vissuti negli appartamenti privati. Quanto è importante, dunque, promuovere iniziative come il Premio “Alberto Sordi”?

“Il barbonismo domestico è un tema di grande attualità, un fenomeno sotto certi aspetti nuovo e inedito. È importante promuovere iniziative come quella del Premio Alberto Sordi alla Solidarietà perché si riconoscono le persone con il loro patrimonio di umanità, patrimonio che concorre fondazione alberto sordi, premio alla solidarietàa costruire una società inclusiva.

L’anziano non deve più vivere esperienze dolorose e di solitudine e di isolamento sempre crescente ed essere vittima di quello che Papa Francesco in più occasioni ha definito la cultura dello scarto.

Così, si punta a far venir fuori esperienze di solidarietà concreta talvolta nascoste e non conosciute dalla stessa opinione pubblica che combattono questo fenomeno dell’esclusione sociale soprattutto nelle grandi città. Tante volte gli stessi anziani non sono a conoscenza neppure delle forme di aiuto che la stessa società e la pubblica amministrazione presta o in grado di avvalersi delle stesse prestazioni di welfare in loro favore”.

Fondazione Alberto Sordi: il premio in ricordo dell’attore

La premiazione avverrà in una data significativa: l’anniversario della nascita dell’attore Alberto Sordi…

“La premiazione avrà luogo il 15 giugno nell’ambito del tradizionale evento commemorativo organizzato ogni anno in occasione della nascita di Alberto Sordi. Quest’anno siamo al centenario, quindi un anno particolarmente significativo. È un omaggio che noi rendiamo fondazione alberto sordi, alberto sordinon tanto al personaggio e all’artista quanto alla persona, all’uomo, del quale spesso non è stata messa in luce la grande generosità di cui ha dato prova in più occasioni”.

Quel giorno non solo sarà consegnato il premio ma ci sarà “anche il lancio del documento sul tema della condizione degli anziani, una sorta di Carta dell’Anzianità cui faremo aderire rappresentanti del mondo accademico, delle pubbliche istituzioni, istituzioni di società civile, private o di privato sociale di terzo settore che portano avanti significative esperienze di aiuto alla persona anziana nel settore socio sanitario”.

 

Fondazione Alberto Sordi: come nasce e di cosa si occupa

A proposito, una delle vostre attività è anche il sostegno della ricerca scientifica. Come nasce e di cosa si occupa la Fondazione Alberto Sordi? 

La Fondazione Alberto Sordi, che ha sede e opera presso il Centro per la Salute dell’Anziano (CESA) del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, “è stata istituita nel 1992 per il volere del grande attore che all’epoca aveva poco più di 70 anni. È finalizzata proprio alla cura e all’assistenza delle persone anziane sia con il sostegno alla ricerca scientifica sia con la promozione e il sostegno di iniziative di servizio socio sanitario nel territorio in favore degli anziani”.

Obiettivo primario è dunque quello di “garantire assistenza qualificata e la difesa del diritto alla qualità vita dignitosa. Alberto Sordi donò un lotto di terreno a Sud di Roma, a Trigoria, perché vi sorgesse una struttura di avanguardia. Noi vogliamo considerare l’anzianità, più che una ‘malattia’, una fase della vita da curare e prendere in carico”.

Ascolta l’intervista integrale al direttore Ciro Intino: