Focus Medio Oriente. Clima raccolto ed attento per l’ultimo dei quattro incontri

Si è svolto in un clima raccolto ed attento l’ultimo dei quattro incontri della rassegna “Focus Medio Oriente – Visioni di Guerra. Testimoni di pace” promosso dal Servizio Pace e Modalità di Caritas Roma. Protagonista dell’ultima serata, svoltasi ieri sera giovedì 16 marzo presso la Cittadella della Carità, Suor Alcia Vacas Moro.

LA SERATA

E’ un’ora intensa con momenti anche emozionanti quella vissuta ascoltando Suor Alicia Vacas Moro, suora comboniana di origine spagnola che da anni vive a cavallo tra Medio Oriente ed Italia. Il tema della serata è “Oltre i muri di Gerusalemme”, luogo che lei conosce bene, considerato che ha vissuto in Terra Santa a Betania dal 2008 al 2015 proprio a ridosso del muro. Muro che ahimè le suore della comunità di Betania conoscono bene considerato che passa proprio all’interno del loro giardino e che ha portato non pochi stravolgimenti nella loro vita. Sr. Alicia parla del muro, della sua conformità, della loro scuola materna che ha rischiato di non aprire più a causa dei bambini che devono percorrere chilometri per passare il check point e arrivare a scuola. Fino a chi ogni giorno tenta di saltare quel muro per passare dall’altra parte dove magari ha parenti che non riesce a vedere, perché come ci racconta: «come tutti i muri della storia ha delle fragilità».

IL RACCONTO

E dopo la spiegazione del muro la religiosa prosegue nel racconto di quella che è stata per tanti anni una delle sue attività principali, ovvero il supporto sanitario e umanitario delle comunità dei beduini, in particolare alla tribù di Jahalin, che vivono a ridosso degli insediamenti israeliani. Dalla costruzione della scuola fatta con le gomme grazie alla ONG italiana“Vento di Terra” , all’aiuto di organizzazioni come “Rabbini per i diritti umani” e tante altre organizzazioni umanitarie israeliane ed internazionali, la sua attività e quella delle suore della comunità di Betania è stata ed è ancora preziosa per queste popolazioni che vivono ai margini della società.

Un lavoro continuo per aprire varchi in una terra lacerata da continui conflitti in cui «la guerra a pezzetti è molto evidente» -, spiega – «e la pace non può camminare solo che al fianco della giustizia». Pace che si costruisce dialogando e tendendo le mani «bisogna lavorare per abbattere quei muri, fare breccia, per fare passare la mano» -, prosegue – «quando si vive una situazione di conflitto non puoi stare solo da una parte, anche se ti verrebbe voglia, i passi dell’incontro nascono solo da un incontro personale». E grazie a quelle mani tese che lei, insieme alle sorelle della comunità di Betania, nel giugno del 2015 hanno ricevuto il premio “Ponti e non muri 2015” da Pax Christi.

 

Prosegui ascoltando cosa ci ha raccontato al termine dell’incontro.

 

LA RASSEGNA

Oliviero Bettinelli, direttore del Servizio Pace e Mondialità della Caritas diocesana ha espresso soddisfazione per un percorso che ha saputo coniugare approfondimento e riflessione su tematiche delicate che affrontano la questione Medio Oriente, direttamente da chi ha vissuto esperienze di conflitto con un atteggiamento di operatore di pace. Quei “testimoni di pace”, che come riportato nel titolo, raccontano le loro “visioni di guerra” fornendo chiavi di lettura diverse e con ruoli diversi.

Dal domenicano Claudio Monge attivo nel progetto Turchia, che vive ad Istanbul da quasi vent’anni, all’inviato di guerra Amedeo Ricucci che racconta il volto “umano” della guerra, passando per lo sguardo dolce della libanese Rita Moussalllem, la co-direttrice del Centro per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari, che ha vissuto tutta la sua vita in luoghi di conflitto cercando di costruire la pace . Ed infine Suor Alicia Vacas Moro che ha vissuto in Terra Santa a ridosso del muro tenendo la mano oltre a quel muro per poter costruire ponti. Insomma lezioni di pace, spunti di dialogo, da attivare anche nel nostro quotidiano. Squarci di approfondimento ed informazione attraverso le voci dei testimoni per poter riflettere insieme sui cambiamenti della società globale in cui viviamo.

IL CONTRIBUTO DI RADIOPIU

Anche noi come Radiopiù abbiamo partecipato alla costruzione di questo percorso.  Io in prima persona, come moderatrice degli incontri, sono felice di aver avuto l’opportunità di essere stata coinvolta nel progetto e aver contribuito a queste serate che sono state momenti non solo di incontro e confronto, ma anche vere e proprie “catechesi di vita” a servizio della comunità, raccontate da persone straordinarie e al tempo stesso comuni, veri e propri “costruttori di pace”!

Francesca Baldini 

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