Festa Ognissanti. Don Panfili: “Tutti i cristiani sono chiamati alla santità”

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1 novembre ricorrenza di Ognissanti, ovvero la giornata della santificazione universale.

«Tutti i cristiani per il battesimo sono chiamati alla santità, il battesimo portato a pienezza è la santità», ci spiega don Antonio Panfili, vicario episcopale dell’Ufficio per la Vita Consacrata del Vicariato di Roma.

«Questa giornata di Ognissanti, come dice la liturgia, significa celebrare in un unico giorno la gloria e i meriti dei nostri fratelli pienamente realizzati in Dio-, prosegue don Panfili – ma per tutti noi è l’invito di seguirli e far lavorare lo Spirito Santo nella nostra vita ed essere anche noi dei santi che vivono fino in fondo la nostra chiamata alla sequela di Cristo».

 

Ascolta cosa ci ha raccontato don Antonio Panfili nella puntata di In Diocesi in onda martedì 31 ottobre!

Perché è importante questa ricorrenza

Storicamente la ricorrenza Ognissanti è una festa cristiana che risale alla commemorazione dei martiri a partire già dal IV secolo d.C. e le prime celebrazioni attestate risalgono ad Antiochia con riferimento alla domenica successiva a quella delle Pentecoste. Fu papa Gregorio III a scegliere la data del 1 novembre come ricorrenza, consacrando anche una cappella di San Pietro alle reliquie di tutti gli apostoli ma anche dei martiri e santi.

Don Antonio Panfili

«Tutti siamo chiamati a raggiungere la santità-, prosegue don Pandifili, tra i direttori spirituali del Movimento Pro Sanctitate – perché esiste una chiamata universale alla santità. Bisogna guardare i modelli che la Chiesa universale ci offre e attraverso gli strumenti come la parola di Dio, ascoltata, interiorizzata e messa in pratica, i sacramenti e la maternità della Chiesa. Se c’è questa docilità alla grazia tutti noi siamo chiamati ed invitati a raggiungere la nostra santità personale».

 

Novembre, mese di morti

Nel pensiero popolare novembre viene definito il mese dei morti, in realtà, come ci spiega il prelato «questo mese è il mese della vita senza fine, perché anche i nostri defunti sono i santi delle nostre famiglie. Ci hanno trasmesso la fede, sono i nostri santi “senza l’aureola” ma sono quelli che ci hanno dato l’esempio e ci invitano a seguire le loro orme».

Come ci spiega, «la Chiesa è proprio madre saggia quando ci mette vicino queste due feste e questo mese è importante perché in realtà è un mese dedicato alla vita piena e termina con la festa di Cristo Re, che è il re dell’amore». Dunque anche il 2 novembre, commemorazione dei defunti è molto sentita e vissuta e dal punto di vista liturgico, dove la Chiesa offre il Vangelo delle Beatitudini.

 

Il Movimento Pro Sanctitate

Il Movimento Pro Sanctitate è una realtà ecclesiale, fondata a Roma nel 1947 dal Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.

Logo movimento Pro Sanctitate

I suoi membri, nelle diverse forme di appartenenza, si sforzano di vivere nella quotidianità della vita l’invito di Gesù ad essere santi, perché hanno compreso che la santità non è invito rivolto a molti ma chiamata per tutti. Questo è il fondamento della spiritualità del Movimento fondata sull’intuizione carismatica del fondatore che la chiamata universale alla santità è rivolta ad ogni uomo.

Il Movimento Pro Sanctitate, che ha come motto “Tutti santi, tutti fratelli!”è aperto a chiunque desidera vivere una esperienza di fede autentica, e scoprire o riscoprire una traccia di Dio nella sua storia.