Festa del papà. Azione Cattolica Roma e la paternità

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Festa del papà. Vivere l’esperienza della paternità in un contesto associativo, ad InformAc scopriamo cosa cambia attraverso la voce di due giovani padri di Ac.

Non c’è forse parola più importante, per noi cristiani, della parola padre: così semplice, così “quotidiana” eppure così “divina”. La radice sanscrita riporta alle idee di protezione, nutrimento e custodia, mentre la cultura latina arriva ad intendere con lo stesso termine la figura dell’eroe. Ogni anno, come si sa, in Italia la Festa del papà si festeggia il 19 marzo, in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, sposo di Maria e padre di Gesù tra gli uomini.

Ad InformAc vogliamo proporre una riflessione sul concetto stesso di paternità, e sulle sfumature di colore che questa esperienza stupenda e miracolosa prende se vissuta con il supporto della fede in Cristo e all’interno di una comunità, in unassociazione come l’Ac. È quell’idea che promuove Papa Francesco quando, parlando di educazione, ricorda un proverbio africano: «Per educare un figlio ci vuole un villaggio. Per educare un ragazzo ci vuole tanta gente».

A questo proposito abbiamo intervistato Arrigo (33 anni), sposato da quasi un anno con Sara, che da 3 mesi aspetta il loro primo figlio, ed Alessandro (38 anni), sposato con Gabriella da 13 anni, con 3 figli, Valerio, Emanuele ed Eleonora. Entrambi aderenti, con le loro famiglie, all’Azione Cattolica.

Ascolta l’intera puntata di InformAc andata in onda giovedì 15 marzo!

 

Educare nella comunità

Cos’è per voi la paternità? «Siamo contentissimi di aspettare un bambino – inizia Arrigo – la paternità è una cosa bellissima, una sensazione unica. Ma è anche una grande responsabilità, perché si diventa il primo esempio per qualcun altro e un po’ di paura si fa sentire. Il desiderio è quello di riuscire a trasmettergli i valori con i quali siamo cresciuti io e Sara, l’educazione, l’amicizia, il rispetto per il prossimo e la fede. Valori che possono suonare quasi scontati, ma che nella società di oggi sembrano lontani. Alla fine però, se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo partire da noi stessi!». Continua Alessandro: «Essere padre è l’esperienza più impegnativa e totalizzante per un uomo. Quando ricevi il dono di un figlio sei felicissimo, ma hai anche una gran paura di sbagliare, e proprio qui entra in gioco un altro dono grande che è la fede, che diventa ancora più grande quando si può vivere e condividere in un’associazione come l’Ac».

Che importanza ha vivere questo dono con l’aiuto della fede e la presenza di una intera associazione a supporto? Inizia Arrigo: «Non posso non sottolineare come il far parte dell’Azione Cattolica ci abbia aiutato a scoprire tutti quei valori di cui parlavo prima, a rafforzarli tuttora. L’associazione ci aiuta ogni giorno ad avere un sostegno costante in questo nuovo progetto che stiamo affrontando, e che si chiama Famiglia». Conclude Alessandro: «L’Ac è stata sempre una costante nella mia vita e in quella di mia moglie, i nostri figli stanno crescendo nell’Acr. Tutte le persone che fanno parte della nostra associazione parrocchiale hanno un ruolo fondamentale nel nostro cammino di fede. Gli adulti sono per noi sostegno nella sfida complessa dell’educare i nostri figli alla fede, i giovani ed i ragazzi sono per noi una spinta a continuare il cammino, per cercare di essere per loro esempio e supporto. La speranza è quella di saper far cogliere e sperimentare ai nostri figli la bellezza dell’appartenere ad una famiglia così grande».

VITA ASSOCIATIVA

Domenica 11 marzo si è tenuto, nella parrocchia di Sant’Ireneo, il secondo incontro diocesano di formazione unitaria. Abbiamo chiesto alla presidente diocesana Rosa Calabria, cosa significa essere oggi “Laici fra la gente”. «Viviamo in un mondo in continua evoluzione – afferma Rosa -, che ci chiede, come laici, di essere capaci di rinnovarci, di saper dialogare con tutti. Il laico non è solo chi “non è ordinato”, ma la parola stessa è aggettivo che contraddistingue chiunque ha ricevuto il battesimo ed è fedele a Cristo. La nostra laicità è la risposta alla chiamata di Dio, nella quotidianità. I laici di Ac da sempre vivono nei propri territori da discepoli missionari. Non possiamo oggi restare passivi ed estranei davanti ai problemi della società e della vita, è necessario proporre sempre un’interpretazione cristiana, tenendo fisso lo sguardo al Cielo».

Per il ciclo “Incontri con l’autore” la parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria (via Magliano Sabina, 33) organizza un incontro con Aldo Cazzullo, per giovedì 22 MARZO ore 18:30. Il dibattito affronterà i temi contenuti nel libro «Metti via quel cellulare. Un papà. Due figli. Una rivoluzione».