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Fase 2: l’AC di Roma continua il suo cammino

Scritto da il 28 Maggio 2020

Fase 2: ad InformAC ascoltiamo le testimonianze delle attività svolte durante il lockdown dai responsabili Adulti, Giovani e ACR dell’AC di Roma

Questa settimana ad InformAC abbiamo raccolto le voci degli adulti, dei giovani e dell’ACR che raccontano come sono stati vissuti questi mesi di emergenza Coronavirus, quali sono stati i bisogni intercettati delle diverse fasce d’età, con quali proposte e percorsi sono state interpretate le diverse richieste ed esigenze e quali sono le riflessioni emerse su questo tempo di cambiamento verso una ricostruzione che verrà.

Speranza, conversione e cambiamento

Il primo a parlare è Marco Di Tommasi, vicepresidente del Settore Adulti dell’AC romana, il quale racconta di diverse suggestioni che hanno accompagnato il percorso degli Adulti in questi mesi di emergenza sanitaria: «E’ evidente che la nostra è una società fragile, ansiosa, incosciente, incapace a gestire l’incertezza; è un “gigante dai piedi d’argilla”, per richiamare l’immagine usata dal profeta Daniele– inizia -Possiamo anche pensare al pianto di Gesù su Gerusalemme, episodio raccontato nel Vangelo di Luca, dove si dice “Non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”. Il tempo appunto: quello che stiamo vivendo adesso è un tempo eccezionale, sospeso, drammatico. Molti sono disorientati, spaventati, arrabbiati e ciascuno deve riuscire, nonostante la fatica, ad orientarsi».

Gli Adulti dell’AC di Roma hanno quindi pensato, all’inizio del lockdown, di offrire il loro contributo a tutti gli uomini di buona volontà per discernere questo tempo: «Come cristiani ci dobbiamo lasciar guidare dalla speranza e dalla fede in Dio– riprende Marco Di Tommasi -La chiave di lettura che abbiamo proposto parte dalla parola “cambiamento”, intesa come fare nuove le cose. Il cambiamento di cui abbiamo parlato si realizza attraverso la speranza, la solidarietà, la sostenibilità, il saper contemperare libertà e interdipendenza, la corresponsabilità. Con cadenza settimanale proponiamo delle schede tematiche e, tramite dei racconti, abbiamo dato voce alle esperienze di vita e fede vissute in questi mesi. I Vangeli ci dicono che per capire i segni dei tempi, è necessario saper giudicare in prima persona ciò che è giusto; Cristo è la verità, ma è anche contraddizione perché “vengano svelati i pensieri di molti cuori”».

Corresponsabilità: educatori, genitori, ragazzi

E’ il turno poi di Chiara Di Ianni, responsabile dell’ACR romana, la quale racconta di un ACR che non si è mai fermata, nonostante la pandemia: «L’ACR romana ha cercato di essere prossima agli educatori e ai bambini e, in questo periodo, abbiamo sperimentato anche un maggior coinvolgimento nelle attività da parte dei genitori dei ragazzi, che sono stati protagonisti insieme ai figli- afferma -La necessità principale riscontrata è stata appunto l’essere prossimi, l’essere vicini nonostante la chiusura e la distanza. Ogni educatore con il proprio gruppo di ragazzi ha cercato di trovare il modo più adeguato per continuare gli incontri settimanali. Come ACR diocesana abbiamo dato agli educatori alcuni strumenti e spunti di riflessione utili per proseguire il cammino nonostante le difficoltà».

Rispetto alle prospettive future, Chiara Di Ianni spera di poter tornare presto alla dimensione comunitaria e allo stile festoso e gioioso dell’ACR: «Siccome adesso non è ancora possibile, abbiamo pensato a una festa degli incontri digitale, diversa dalle solite, con attività di  gruppo da svolgere insieme agli educatori e con attività che coinvolgono anche le famiglie. In questo modo è possibile esplorare insieme ai genitori e capire quali sono i pensieri dei bambini. Ci siamo anche agganciati all’attività di preghiera come richiesto dal Cardinale De Donatis in vista della Pentecoste. Per il futuro, prendiamo anche l’impegno di ricordare e far tesoro della bellezza dei rapporti stretti e della comunione spirituale con i bambini sperimentata in questo tempo difficile e inaspettato».

Giovani e continua formazione

Infine, Caterina Tosini, vicepresidente per il Settore Giovani dell’AC diocesana, sottolinea che le attività proposte durante la pandemia ai Giovani non rispecchiano solo le esigenze dei giovani di AC, bensì quelle di tutti i giovani: «Attraverso le nostre iniziative abbiamo intercettato i bisogni di tutti i giovani di Roma (e non solo)- dice -Abbiamo sfruttato moltissimo i social e le piattaforme come Zoom, Skype, Meet, Whatsapp, dove abbiamo condiviso ogni settimana spunti e riflessioni e proposto degli eventi digitali, come la caccia al tesoro dopo Pasqua, oppure una riunione che si svolgerà sabato 30 maggio con tutti i responsabili parrocchiali del Settore Giovani, finalizzata all’incontro (seppur a distanza) e a capire le aspettative per il futuro. Inoltre, abbiamo anche organizzato, sempre in modalità digitale, una festa di fine anno con un ospite importante e d’eccezione, il cui nome rimane ancora segreto per l’effetto sorpresa: sarà un’occasione per giovani e giovanissimi per incontrarsi continuando a formarsi».

 

Appuntamenti e news

Vi invitiamo a tenervi aggiornati seguendo il sito dell’AC di Roma e i profili social.


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