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La famiglia, tra santità e fragilità

Scritto da il 6 Luglio 2016

E’ opinione comune: oggi la famiglia è in crisi. Come a Cana di Galilea, manca il vino della gioia e dell’amore (cfr Gv 2). Ma, proprio come a Cana, la mancanza di risorse umane può aprire alle infinite risorse divine. Ecco perché gli sforzi recenti della Chiesa a sostegno della famiglia sono tesi a suscitare la santità nella fragilità. L’Assemblea sinodale straordinaria del 2014 ha esaminato le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto della nuova evangelizzazione. L’anno dopo si è tenuto il Sinodo ordinario sulla vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Il Santo Padre Francesco ha poi valorizzato queste istanze nell’Esortazione postsinodale Amoris Laetitia, da cui ricaviamo solo alcuni dei suoi preziosi spunti.

Essere fidanzati
Oggi la Chiesa riconosce un ruolo centrale alla preparazione al matrimonio. L’amore tra uomo e donna deve maturare come la frutta, senza bruciare le tappe. L’unione coniugale si impara, come un’alleanza artigianale. Fare di due una vita sola è un miracolo della libertà affidato alla fede. La pretesa di consumare “tutto e subito” cede su tutto e subito, alla prima difficoltà o occasione. Le parrocchie sono chiamate ad approntare nuovi cammini di preparazione che aiutino a custodire ciò che mai dovrà essere tradito o abbandonato. La distinzione tra l’essere fidanzati e l’essere sposi sarà così compresa proprio in vista della profondità di questa verifica. Il fidanzamento vissuto con Cristo è tempo di scoperta d’un progetto divino. L’aiuto verrà dalla Bibbia, dai sacramenti, dai coniugi cristiani, dalla fraternità con i poveri, dalla preghiera liturgica e domestica.

Essere sposi
Una coppia regge se Gesù è lo sposo comune dei coniugi, la carezza che tiene in vita, la fonte della felicità. Se l’amore di Dio e per Dio non riscalda la casa, niente potrà farlo veramente. La vocazione cristiana ad amare senza misura nella fedeltà è quanto, con la grazia di Cristo, sta alla base della felicità matrimoniale. Per questo, oggi più che mai, è necessario restituire onore sociale alla fedeltà dell’amore. Chi ama davvero è fedele e felice.

Ma lo sguardo premuroso della Chiesa oggi è rivolto anche alle cosiddette coppie irregolari. Accoglienza, integrazione e discernimento producono la logica della misericordia pastorale. La Chiesa sa bene che la condizione di queste coppie contraddice il Sacramento. Tuttavia il suo sguardo di maestra attinge sempre da un cuore di madre che, animato dallo Spirito Santo, cerca il bene e la salvezza delle persone.

Essere genitori
Questa società rigetta l’antica immagine del padre duro censore della felicità dei figli, ma non sa rimpiazzarla. I figli vengono riempiti di illusioni o ridotti a idoli, ma privati di valori. Talvolta, poi, sono considerati sbagli. In una separazione, sono le principali vittime. È la “cultura del provvisorio”, che propaganda una convivenza “a responsabilità limitata”. Eppure, paradossalmente, stando alle statistiche, quasi tutti vorrebbero una sicurezza affettiva stabile. Certo, oggi più che mai è urgente rendere sostenibili le sfide delle famiglie: lavoro, istruzione, sanità, ecc. La gioia dell’amore è un regalo di Cristo. Chi lo desidera davvero e lo chiede con le labbra e con il cuore, lo riceve. Ecco perché il migliore “spot” per il matrimonio è la vita buona delle coppie cristiane. Il loro amore fa diventare preghiera anche un pensiero senza parole, un’invocazione davanti a un’immagine sacra, un bacio a Gesù e Maria. Quando sono i genitori a insegnare un gesto simile ai bambini, la casa si trasforma in santuario.

Essere santi
Al di là di ogni fragilità, la vocazione della famiglia è la santità. E la santità è la speranza del mondo. L’alleanza dei coniugi con Dio può vincere la desertificazione della società. Le nostre città sono aride per mancanza d’amore. Tanti piaceri non valgono il sorriso autentico di una famiglia, luce capace di vincere il nulla. Nessuna ingegneria economica e politica è in grado di sostituire l’apporto delle famiglie. Il progetto di Babele edifica grattacieli senza vita, lo Spirito di Dio fa fiorire i deserti. La comunione dei carismi – quelli donati al sacramento del Matrimonio e quelli concessi alla consacrazione per il regno di Dio – è destinata a trasformare il mondo. Affidiamo le nostre famiglie al Signore e alla preghiera della Madonna e di san Giuseppe, perché ogni risposta della Chiesa sia adeguata ai tempi, ben fondata nella Tradizione, attenta solo alla volontà di Dio.

(da www.zenit.org – articolo di monsignor Carmelo Pellegrino)

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