Famiglia. Terminato il percorso di formazione per operatori di pastorale familiare

E’ terminato con un ritiro in un fine settimana a fine maggio, il percorso per operatori di pastorale familiare, promosso dal Centro per la Pastorale Familiare del Vicariato di Roma, dove al centro c’è la famiglia e le indicazioni contenute nella Lettera Apostolica Amoris Laetitia.

Protagonisti della penultima puntata di Infamiglia, una coppia di sposi che ha partecipato fin dall’inizio al percorso formativo. Un percorso, lo ricordiamo, che si è svolto da gennaio a maggio il lunedì’ sera ogni quindici giorni e che ha visto susseguirsi diverse figure professionali. Da psicologi a teologi e biblisti per poter affrontare le problematiche legate alla coppia e alla famiglia in generale da diversi punti di vista. Una formula vincente che a saputo coniugare teoria e pratica e momenti anche di confronto con piccoli gruppi di lavoro che di volta in volta discutevano della tematica della serata.

Tutti i partecipanti erano coppie già attive in movimenti o associazioni legate alla pastorale familiare e quindi già operatori di pastorale familiare.

Di questo percorso Francesca Baldini ne ha parlato con Roberto e Paola Rossi dell’associazione Incontro Matrimoniale, per la puntata di Infamiglia andata in onda martedì 30 maggio. 

Ascolta tutta la puntata!

 

COSA FA L’ASSOCIAZIONE INCONTRO MATRIMONIALE

Incontro Matrimoniale si propone di aiutare le coppie di sposi a rinnovare e ad approfondire la relazione d’amore che li unisce, attraverso un metodo di dialogo che, partendo dalla conoscenza di sé, apre alla condivisione e all’ascolto e porta a una più profonda conoscenza del progetto di Dio. Intende così rivalutare il sacramento del matrimonio nella prospettiva della reciprocità tra le vocazioni e gli stati di vita, per promuovere la consapevolezza del valore del matrimonio e della famiglia nella società, come risposta alle aspirazioni più profonde della persona umana.

Possono essere membri di IM anche i sacerdoti e i consacrati/e: essi, potendo realizzare con gli sposi un ulteriore percorso di formazione e di spiritualità, trovano nella condivisione e nel dialogo con loro un aiuto per vivere la propria specifica vocazione.
Ne risulta una spiritualità semplice e profonda, che non richiede particolari pratiche religiose o preghiere elaborate, ma che consiste nel valorizzare la vita di ogni giorno, nel guardare più all’essere che al fare, più alla relazione d’amore che all’efficienza.

Dando la priorità alla propria relazione d’amore, possiamo raggiungere un certo equilibrio di vita, nella coppia per gli sposi e nella comunità per i preti. Conseguentemente anche tutte le altre relazioni ne risulteranno avvantaggiate. Soprattutto ne saranno avvantaggiati i figli che troveranno nell’amore più forte dei loro genitori sicurezza e testimonianza autorevoli (non autoritarie) di cui oggi hanno bisogno come il pane.

Questa “spiritualità di relazione” aiuta anche i preti a vivere meglio i loro rapporti con i confratelli e le persone con cui collaborano: anche per loro è importante dare il giusto peso al bisogno di vivere nell’amore e nella stima degli altri. Sarà così più facile riconoscere Dio nel vicino e nel lontano, avere rapporti più sereni, profondi e fruttuosi. Vivere questa spiritualità è possibile grazie all’aiuto di altre coppie e preti che insieme si impegnano a percorrere questa strada.

Fonte: www.incontromatrimoniale.org

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