lunedì , 25 settembre 2017

Famiglia. Ripartire dall’educazione per combattere la dipendenza pornografica

Come poter combattere la dipendenza alla pornografia e veicolare un messaggio evangelico in una società sempre più ipersessualizzata? Questa la domanda al centro dell’incontro promosso dal Centro per la Pastorale Familiare del Vicariato di Roma, svoltasi mercoledì 17 maggio presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore.

 

LA SERATA

L’incontro, promosso in collaborazione con l’ associazione Cuori Puri, è stato introdotto dal vescovo ausiliare mons. Giuseppe Marciante  che ha ricordato come nella Lettera Apostolica Amoris Laetitia, dai numeri 280 al 286, papa Francesco affronti il tema della sessualità ribadendo “la visione positiva della dimensione erotica dell’amore”  e di come “un’educazione sessuale che custodisca un sano pudore ha un valore immenso (n.282)”. Mons. Marciante per questo ribadisce che è “sempre più necessario portare avanti una educazione sessuale dei giovani e gradualmente anche dei bambini” e di come questo tema sarà affrontato anche nel prossimo convegno diocesano in programma il 19 giugno, in cui si parlerà sempre di tematiche familiari.

Protagonisti della serata il dott. Peter Kleponis, psichiatra della Pennsylvania e don Sean Kilcawley, direttore dell’Ufficio di Pastorale Familiare della Diocesi di Lincoln (Nebraska -USA), che hanno affrontato il problema sia da un punto di vista scientifico sia da quello pastorale. Una emergenza quella della dipendenza dalla pornografia che già da alcuni anni ha spinto i vescovo della Conferenza Episcopale Americana, ha sottoscrivere il documento “Crea in me un cuore puro”, sulla ricodifica come pensare la sessualità e sviluppando itinerari per superare la dipendenza quando diventa patologia.

 

Ascolta le interviste che Francesca Baldini ha realizzato a mons. Marciante e a don Kilcawley per la rubrica Infamiglia, andata in onda martedì 23 maggio!

 

FENOMENO E SOLUZIONI PER UNA DIPENDENZA GLOBALE

Il Dr. Kleponis ha fornito alla nutrita platea alcuni dati e statistiche del fenomeno che si è particolarmente sviluppato ed intensificato negli ultimi dieci anni, con l’avvento delle nuove tecnologie, abbassando l’età del primo contatto alla pornografia alla pre-adolescenza (8-10 anni). “Purtroppo il sesso vende -, afferma il Dr. Kleponis – per questo lentamente si è introdotto nella nostra società sdoganando la pornografia nella nostra cultura, ma questo ha prodotto gravi problemi nella coppia e chi rimane vittima di questa dipendenza mette a rischio la distruzione del proprio matrimonio”. Una dipendenza dunque che viene avvalorata dalla copertura di “ferite emotive della famiglia di origine che la persona di cui ne cade affetta si porta con sé per tutta la vita”, continua lo psichiatra statunitense.

“E’ necessario partire dai genitori per comprendere una protezione verso i figli su questo tema”, – spiega don Sean Kilcawley, che ha concluso la serata portando la sua personale esperienza di figlio e sacerdote. “Ci siamo chiesti come poter trasmettere messaggi positivi ed evangelici, in una società iper sessualizzata e per questo sono nati dei percorsi specifici di educazione alla sessualità per i più giovani”. Percorsi però rivolti non solo ai giovani, ma anche alle coppie e quindi alla famiglia i generale per poter ridare dignità alla persona nel suo insieme. “Siamo figli adottivi-, prosegue il sacerdote americano – ed è necessario in questo percorso riprendere un concetto di figliolanza verso Dio, riprendere questa identità di figliolanza per sanare queste ferite, perché credo che l’unica via per sanarle sia far entrare Cristo nella nostra vita, perché la nostra vera identità è in lui”.

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