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Famiglia: quando l’intimità è sofferenza

Scritto da il 14 Aprile 2020

Famiglia: il tema della sessualità non è mai a sé stante

Francesca Baldini intervista Gigi Avanti, consulente familiare e membro della Consulta Nazionale della CEI per la Pastorale della Famiglia, sul tema dell’intimità di coppia

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Può succedere che in una coppia il momento dell’intimità crei disagio, pur essendoci tante cose che invece funzionano.

Si tratta di un tema delicatissimo, quello della sessualità, della fisicità, che non è mai un problema a sé stante. In genere è la punta dell’iceberg che emerge dalle acque e che sotto sotto è più grosso di quanto non sia rappresentato da questa punta emergente.

Famiglia: quando l’intimità diventa sofferenza?

Solitamente, a parte episodi o periodi particolari, l’intimità che diventa sofferenza rivela un malessere pregresso del rapporto oppure una capacità di comunicare emozioni e sentimenti non adulta, non matura.

La paura di dire al partner qualcosa che possa offenderlo rappresenta un modo di vivere il rapporto che può scaturire nell’intimità e diventare così un problema. 

Lo è, di fatto, quando ci sono queste premesse in rapporti “dislivellati”.

Se, ad esempio,in una coppia la donna tende a fare da mamma al marito, nei primi tempi può anche andar bene ma poi nell’intimità tutto ciò può diventare un problema perché con la mamma il rapporto è incestuoso e allora, senza accorgersene, viene meno il desiderio da parte dell’uomo. La ragione profonda sta nel fatto che è sempre stato trattato come un bambino da accudire.

Di situazioni di questo tipo ce ne sono davvero molte. 

Famiglia: se il rapporto di coppia non è equilibrato

In questi casi il problema non sta nell’intimità che crea sofferenza ma nel fatto che il rapporto non è tra pari, tra adulti capaci di  confessare le proprie necessità, i propri bisogni e desideri, per cercare un punto di incontro, di contatto. Se il contatto fisico non avviene è perché qualcosa in precedenza ha creato uno squilibrio.

Nella maggior parte dei casi si tratta di coppie in cui la donna è dominante oppure il marito è violento, dove la sessualità è vissuta senza tenerezza e quindi con sofferenza.

Se un uomo è rozzo, materiale e brutale è ovvio che una donna a letto non ci vada volentieri perché spesso il sesso è imposto e la situazione si aggrava ancora di più. 

Famiglia: la ricetta è un rapporto adulto

famiglia intimità3E’ importante quindi che ci sia un equilibrio; che s’instauri un rapporto adulto, un rapporto crescente e reciproco.

Se si confida al partner un bisogno è necessario restare in ascolto e rispondere con tenerezza altrimenti sarà impossibile che nasca la voglia di fare l’amore. 

Bisogna vedere se la persona è adulta dal punto di vista non solo fisico ma soprattutto psicologico/emotivo. 

Ci sono studi al riguardo che dimostrano quanto l’uomo oggi stenti a crescere, arrivando a farlo intorno ai trentacinque anni.

Si parla di una patologia dell’uomo moderno chiamata “adolescenzialità tardiva”, meglio detta come “adolescenzialità psichica”.

L’uomo non cresce mai, un po’ per sua stessa colpa, un po’ per colpa dell’ambiente esterno. 

Si è adulti quando si è autonomi in tutto e per tutto, soprattutto quando si è in grado di badare a se stessi economicamente, cosa difficilissima in questa cultura. C’è chi ancora provvede al ragazzo per ragioni di studio o finché non si sposa e tutto questo crea delle abitudini di comodo.

Per questo sarebbe importante raggiungere l’autonomia, assecondando e aiutando il figlio che vuole andare a vivere da solo, cogliendo il momento in cui il ragazzo si sente pronto (generalmente intorno ai ventidue anni), anche se questo è reso difficile dalla cultura di oggi perché il lavoro non c’è. 

Tutto questo non fa che penalizzare la crescita dell’adulto, che alla fine rimane in casa con i genitori più del previsto.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)

Ascolta la puntata della rubrica “In famiglia” con Gigi Avanti

La scorsa puntata della rubrica “In famiglia”: Divorzio breve, rischio o opportunità?


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