Famiglia e missione. La testimonianza di Alessandro e Serena

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Famiglia e missione l’esperienza di una coppia del Movimento dell’Amore Familiare

Alessandro Crescenzi e Serena Tosolini sono sposati da oltre 10 anni. Genitori di Emanuele, 8 anni e Paolo, 5 anni, vivono ad Acilia (periferia di Roma) e frequentano il Movimento dell’Amore Familiare da 11 anni.

«Abbiamo iniziato frequentando il corso in preparazione al matrimonio e poi, trovandoci bene, abbiamo deciso di rimanere e proseguire questo percorso cristiano». Ci racconta Alessandro con entusiasmo, «il bello di questo movimento è che unisce lo spirituale allumano e pone il suo fulcro nella concentricità, ovvero nell’avere Gesù al centro della propria vita, non solo a livello spirituale, ma anche umano».

Una concentricità che parte dalla persona, ma che coinvolge di conseguenza anche la coppia e la famiglia in toto. Un cammino che si evolve nel tempo partendo dall’IO, dalla centralità della persona, intesa come essere. Dunque è necessario ritrovare il proprio essere, liberandosi da tanti legami, per permettere alla persona di vivere meglio la coppia.

Questo il segreto del Movimento dell’Amore Familiare nato dall’azione pastorale di don Stefano Tardani, sacerdote romano, che promuove attività di pastorale familiare per il Vicariato di Roma e con gli anni ha valicato anche i confini nazionali, perché dopo Roma e Milano, è arrivato persino in Portogallo nella città di Coimbra.

«Trovare Gesù in ogni momento della propria vita, soprattutto quando si è fuori da contesti che favoriscono l’incontro con Gesù. – Prosegue Alessandro – questo è quello che ha cambiato qualcosa in noi e che ci ha fatto decidere con Serena di proseguire questo cammino per il bene della nostra famiglia, perché ci fa avere una comunione che non è solo umana ma anche divina e questo lo riscontriamo anche nel rapporto con i nostri figli».

Oggi Alessandro e Serena, seguono coppie di giovani fidanzati, che desiderano avvicinarsi al sacramento del matrimonio, ma anche coppie in crisi, persone separate e persino single.

Ascoltate la testimonianza completa di Alessandro e Serena raccolta nella puntata di Infamiglia, andata in onda martedì 27 febbraio.  

Essere missionari essere testimoni

Essere missionari oggi non è semplice, ma come gli Apostoli significa mettersi in cammino, a disposizione, a “servizio” degli altri, di chi ha più bisogno. Così è per Alessandro e Serena, che settimanalmente si incontrano con la loro comunità, ma che ricevono diverse richieste di testimonianze nelle parrocchie della Diocesi di Roma, per portare la loro esperienza di sposi e di famiglia.

La famiglia Crescenzi

«Tutto il bene che abbiamo ricevuto lo dobbiamo ridonare a chi ne ha bisogno, a chi si trova in difficoltà». Sintetizza Serena Tosolini moglie di Alessandro, «un bene così grande che non è possibile tenere solo per noi o all’interno della nostra famiglia, dobbiamo invece uscir fuori, muoversi, andare verso l’altro».

Uno spirito, quello missionario per il movimento, che li porta a girare nelle parrocchie della diocesi, incontrando tante coppie e tanti casi di famiglie in difficoltà che grazie al loro incontro riescono a superare momenti difficili.

«Quando raccontiamo la nostra esperienza -, prosegue Serena – diventiamo testimoni e gli doniamo quella speranza di cui loro avranno bisogno per crescere per maturare. Per vivere realmente l’essere cristiano e famiglia in un mondo, come quello di oggi, dove questo viene in gran parte ostacolato»

Un cammino però che non si ferma al sacramento del matrimonio, ma abbraccia l’intera sfera familiare con catechesi e corsi in preparazione al battesimo, per capire cosa significa essere famiglia oggi e riscoprire veramente «chi si è e il dono che Dio ti ha messo dentro».

Le difficoltà delle famiglie oggi

«Le difficoltà sono tante, in primis la mancanza di dialogo nella coppia -, ci spiega Alessandro raccontandoci delle problematiche che incontrano quando si recano nelle parrocchie di Roma –  o un dialogo superficiale, fatto di messaggi su WhatsApp piuttosto che di persona, che di conseguenza si riversa anche sulla gestione dei figli».

Difficoltà non solo di dialogo, ma che coinvolge anche la sfera affettiva e le relazioni limitrofe alla coppia, che troppo spesso si sottraggono ad un dialogo profondo che si può costruire solo di persona.

«Ci colpisce la mancanza di attenzione che c’è nei confronti della persona, verso l’altro».

Insomma un crescente egoismo con un eccessivo attaccamento al lavoro, con ritmi quotidiani sempre più frenetici, che di conseguenza porta a «dimenticare l’importanza dalla vicinanza di coloro che ci sono più vicino».

Pazienza e ascolto fulcro del rapporto genitori-figli

Un rapporto di coppia che si riflette anche su quello con i figli, spesso lasciati soli e in balia dei nuovi mezzi di comunicazione. «I figli sono un dono e non un diritto -, conclude Serena – per cui non possiamo scegliere il loro futuro, dobbiamo viverli come essi sono, non solo come noi vogliamo, ascoltarli con pazienza».

Una figura, quella del genitore, oggi messa duramente alla prova, ma anche fondamentale dove è importante ricordarsi che «come genitori siamo ministri della Vita, il Signore ce li ha affidati e noi dobbiamo educarli, e tirare fuori quello che di bello e meraviglioso essi hanno dentro. I figli non hanno solo qualcosa dei genitori, ma anche qualcosa di Dio Padre, quindi di divino»!

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