Famiglia e lavoro, quale il valore aggiunto delle donne

0

Famiglia e lavoro al centro del convegno promosso da Federmanager e il Dicastero di Laici, Famiglia e Vita.

Per le donne di oggi conciliare i ritmi di famiglia e lavoro appare un’autentica gara ad ostacoli. Decisivo in questo binomio il ruolo delle imprese e del sistema lavorativo che spinge spesso le neo mamme a scegliere la famiglia a discapito del posto di lavoro.

Federmanager 4maggio 300x200 - Famiglia e lavoro, quale il valore aggiunto delle donne
Un momento del convegno

Con l’idea di far dialogare il mondo dell’imprenditoria e il mondo Chiesa nasce il convegno “L’altra dimensione del management. Il valore aggiunto delle donne tra impresa, famiglia e società”, organizzato da Federmanager con il patrocinio del Dicastero di Laici, Famiglia e Vita. L’iniziativa, svoltasi lo scorso 4 maggio presso il Centro Congressi Agustinianum (Roma), ha permesso di far incontrare mondi apparentemente lontani tra loro e far partire un dialogo concreto sull’idea di costruire un mondo lavorativo più a misura di persona.

Ripensare la contrattualistica del lavoro in un’ottica di flessibilità, partendo dalla diversa modalità di vivere il lavoro tra uomo e donna, ma anche maggiore tutela della maternità, un welfare più equo e parità di reddito.

Sono questi alcuni punti emersi nel corso della giornata di discussione che ha visto alternarsi docenti ed esperti del settore.

Ascolta l’intervista completa ad Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum delle Associazioni Familiari che ha partecipato ai lavori, nella puntata di Infamiglia andata in onda martedì 8 maggio. 

«Il dialogo tra il mondo dell’imprenditoria e la Chiesa non è qualcosa di scontato -, ci racconta Emma Ciccarelli, vicepresidente del Forum delle Associazioni Familiari  – nel corso della giornata ci siamo interrogati molto su alcuni obiettivi particolari, ovvero quello di poter realizzare realmente un cambiamento nella cultura aziendale e sociale e di come poter ricostruire un ruolo della donna più umanizzato all’interno della società». Un tavolo di lavoro iniziato lo scorso gennaio, al quale partecipa anche il team di [email protected] dell’Istituto di Studi Superiori della Donna (APRA), per elaborare una proposta condivisa sui temi famiglia-lavoro che coinvolga in primis le donne manager. Un ruolo, quello della donna, che a distanza di cinquant’anni dalle rivoluzioni sociali del movimento femminista, ancora fatica ad essere supportato all’interno della società con modelli lavorativi inclusivi di tutte le esigenze e le espressioni della donna.

emma ciccarelli rev 261x300 - Famiglia e lavoro, quale il valore aggiunto delle donne
Emma Ciccarelli

«È stata una riflessione importante -, prosegue la Ciccarelli membro del Comitato direttivo di [email protected]– perché si sono confrontati diversi esponenti, con sensibilità e culture diverse, su quello che è il mondo del femminile oggi e riflettuto insieme sulle attese e le aspettative delle donne, ma anche come si può rendere più umanizzato il mondo del lavoro».

Ricordiamo che secondo le ultime statistiche, l’entrata delle donne nel mondo del lavoro ha prodotto un calo della natalità. Tra i fattori scatenanti la mancanza di servizi che agevolino la donna nel duplice ruolo di lavoratrice e di madre e la mancanza di tutele lavorative che riconoscano la parità nel servizio di cura in famiglia.

Un valore aggiunto, quello delle donne nel mondo del lavoro, che nonostante la lentezza dei processi sociali, si sta affermando come necessario. Tra i paradigmi da modificare anche il contratto di lavoro, basato su un modello tipicamente maschile.

«La riflessione che sta emergendo -, prosegue la presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio –  è che c’è bisogno di una diversa sensibilità e le policy sono importanti perché tendono a restituire la differenza di generi, perché ci sono caratteristiche e ritmi lavorativi diversi che vanno valorizzati».

In questo quadro la relazione con il mondo Chiesa acquista un ruolo fondamentale perché «abbiamo una serie di documenti che provengono dal Magistero che delineano una visione di società più umana e dell’uomo come valore aggiunto. Quindi la Chiesa -, conclude la Ciccarelli – vede con favore una riflessione del mondo imprenditoriale sulla questione di rendere i luoghi di lavoro più umani».