Fabrizio Frizzi, i funerali a Santa Maria in Montesanto

Volti noti dello spettacolo, da Carlo Conti ad Antonella Clerici, da Milly Carlucci a Flavio Insinna. I concorrenti dell’Eredità e tanta gente comune abituata a vederlo ogni giorno entrare nelle proprie case, dal piccolo schermo, con ironia e delicatezza. Migliaia le persone che questa mattina hanno affollato Piazza del Popolo per dare l’ultimo saluto al conduttore tv Fabrizio Frizzi, morto nella notte tra domenica e lunedì scorso, per un’emorragia cerebrale, all’ospedale Sant’Andrea di Roma.

Nella piazza è stato allestito un maxischermo per consentire a coloro che non sono riusciti a entrare in chiesa di assistere comunque alle esequie. A campeggiare, sullo sfondo, la sua immagine di “combattente del sorriso”, così come lo avevano definito i suoi colleghi e amici in Rai.

fabrizio frizzi, chiesa degli artisti A celebrare i funerali nella Chiesa degli Artisti (Santa Maria in Montesanto), “assediata dall’affetto”, don Walter Insero, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Roma e cappellano della Rai, che ha portato la vicinanza e la preghiera di monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la Diocesi di Roma. Ad accompagnare la Messa i canti eseguiti dal Coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina.

Fabrizio, lo sguardo puro sul mondo

“Non è stato un personaggio, è stato una persona” ha detto don Insero di Frizzi. “Una persona la cui anima non è morta, non è rinchiusa in una scatola di legno”. Perché “è stato un uomo con sguardo puro sul mondo”. Un uomo generoso, “capace di donarsi” ha sottolineato il sacerdote ricordando la partecipazione del conduttore tv a Telethon, alle partite del cuore e ai viaggi a Lourdes dove accompagnava i malati. Un uomo con il dono della compassione che ha saputo donare amore. 

“Non sia turbato il vostro cuore”, ha aggiunto don Insero richiamando le parole rivolte da Gesù ai discepoli poco prima della sua passione. “Gesù – ha spiegato ai presenti – non è preoccupato per sé”. Al contrario intende rassicurare i discepoli invitandoli ad avere fede in Dio e in lui. “Queste parole di Gesù sono per noi. Permettiamo a Gesù di consolarci”.

“La fede – ha precisato – è fidarsi di Dio e affidarsi, abbandonarsi. Noi viviamo questo mistero, quando la morte bussa alla porta ci interroghiamo ma non abbiamo una risposta”. È la fede a donarci “una luce, un raggio luminoso che ci offre il senso. Nella casa del Padre ci sono molte dimore e per questo non possiamo essere disperati. Addolorati sì, ma con la certezza che Gesù va a prepararci un posto”.

 

 

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