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Esorcismo: il racconto
di padre La Grua

Scritto da il 10 Febbraio 2020

Esorcismo: la resistenza del demonio e il potere della preghiera costante

Padre Matteo La Grua è stato un grandissimo esorcista nonché uomo dotato di carismi di guarigione: le sue Messe nel quartiere “La noce” di Palermo erano affollatissime e la sua voce forte e sicura nel richiedere l’intercessione della Vergine guariva gli ammalati e scacciava i demoni.

Esorcismo: la forza della preghiera in lingue

Durante un’intervista gli fu chiesto di raccontare qualche sua esperienza forte di esorcista ed egli così rispose: “Desidero prima di tutto puntualizzare qualcosa sulla preghiera in lingue. Essa è una preghiera guidata dall’impulso dello Spirito. Come ci ricorda San Paolo nella sua Lettera ai Romani (8,26-27) “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare ma lo spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio”.

La preghiera in lingue è una forma di orazione suscitata dallo stesso Spirito di Dio per venire in aiuto alla nostra fragilità e aiutarci a chiedere ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Alla preghiera in lingue sono molto sensibili i demoni, o almeno così mi insegna l’esperienza avuta finora nella lotta contro il maligno.

Mi viene in mente una delle tante liberazioni… Con questo termine intendo il frutto della preghiera di esorcismo che, secondo la tradizione della Chiesa, il sacerdote incaricato dal Vescovo locale può esercitare su persone indemoniate al fine di liberarle dai diavoli che le vessano o nei casi più gravi le possiedono. In quella circostanza si trattava dell’esorcismo di una giovane donna assediata da una legione di spiriti cattivi.

Esorcismo: il racconto di padre La Grua

Mi trovavo nella stanza dove solitamente celebravo il rituale accompagnato da alcune persone che, con molta generosità, si erano rese disponibili per offrire il loro supporto con la preghiera. Si era trattato di un esorcismo molto violento e alcuni dei presenti mi avevano aiutato a contenere le manifestazioni dell’indemoniata.

Eravamo in preghiera da molto tempo. Parecchi demoni erano stati cacciati via dal corpo della ragazza, altri ancora resistevano tenacemente. Interruppi il rito per qualche istante, uscii dalla stanza ed andai a telefonare ad alcuni del gruppo carismatico con cui mi trovavo abitualmente, chiedendo loro di unirsi a me in preghiera, ovunque si trovassero in quel momento.

La comunità si radunò a parecchi chilometri di distanza e cominciò ad offrirmi il proprio sostegno intonando la preghiera in lingue. Intanto io avevo ripreso l’esorcismo sulla ragazza indemoniata. A un certo punto si sentirono queste parole uscire dalla sua bocca ma con una voce cavernosa che non era affatto la sua: “Chi sono questi che cantano lontano? Che sono queste lingue che io sento?”. Quella voce apparteneva allo spirito maligno che ancora teneva legata la ragazza.

Dopo averla fatta rotolare a terra per parecchi metri, anche quel demone dovette fuggire abbandonando il corpo della giovane ruggendo dalla rabbia. Quanto più resiste il maligno tanto più bisogna insistere con la preghiera. La preghiera di lode, come nel caso del canto in lingue, ho sperimentato che è più potente degli scongiuri. Deve la sua efficacia al fatto di essere intercessione generosa e incessante.

Il diavolo, che scimmiotta il Creatore, tenta spesso di replicare al canto in lingue con una sua “preghiera” in lingue, adoperando nenie lamentose che, nella loro bruttezza, rivelano tutto il male e la disarmonia che caratterizzano il mondo dei demoni. L’uomo è chiamato a impetrare cioè a chiedere con la preghiera la liberazione dal maligno ma questa quando giunge è e rimane sempre comunque una grazia di Dio.

Colui che libera è solo Gesù. Satana rivela il suo dominio nel mondo con il vizio e con il peccato con la malattia e con la morte, con l’oppressione e con l’odio. Quando apriamo il cuore accusando un nostro simile di certo apriamo il cuore al diavolo. Le nostre parole di accusa sono frutto delle elucubrazioni del maligno. L’accusa e il giudizio sono stati proibiti da Dio.

Accusando gli altri accusiamo noi stessi e distruggiamo noi stessi. Si può condurre una esistenza apparentemente normale senza sapere di essere posseduti dal demonio. Si può convivere inconsapevolmente con il diavolo ma è una vita d inferno turbata dalla mattina alla sera. A Satana interessa strappare anime a Dio. Non interessa il corpo ma l anima. Chi fa l’esorcista paga un prezzo con la propria vita per ogni liberazione o guarigione ottenuta. Io non ho pace ne di giorno ne di notte. Una lotta continua contro il male. L’esorcismo costa. Pregando con perseveranza il diavolo cede si prende la sua coda e fugge via. Quindi non arrendersi mai alla temporanea prevalenza demoniaca”.

Ascolta la puntata odierna di “Satana, dal male alla liberazione” a cura di Sandro Mancinelli

Ascolta la puntata precedente 


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