Esistenza: qual è il suo senso oggi?

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La parola ‘esistenza’ vuol dire letteralmente stare fuori di sé. Scopriamone il senso e il significato in questa puntata di Aperidea.

Esistere vuol dire quindi non rimanere ripiegati sul proprio io. Esitiamo dunque quando stabiliamo una relazione con il mondo. Non si tratta qui di una relazione semplicemente fisiologica, cioè di un mero contatto con l’ambiente, ma di una decisione di relazione con tutto ciò che è fuori di noi, si tratta di ‘stare’ fuori, di ‘uscire’, di andare ad abitare uno spazio che è altro rispetto a quello occupato dal nostro io. Per questo possiamo dire che solo l’uomo esiste propriamente, cioè è in grado di scegliere di uscire dal proprio io.

Le condizioni dell’esistenza

Le altre cose stanno dove sono. Le cose giacciono nel luogo dove sono poste. Le cose animate, pur integrando con l’ambiente, lo incontrano, ma non sono in grado di costruire un progetto su di sé. Solo l’uomo può decidere di cambiare, perciò propriamente solo l’uomo esiste, è in grado di uscire da ciò che è per diventare altro. Abbiamo infatti la percezione di esistere quando riusciamo a trasformare la nostra vita, quando percepiamo di non essere costretti nel nostro involucro. Esistere vuol dire quindi diventare consapevoli di avere davanti delle possibilità.

Ascolta la puntata di Aperidea andata in onda lunedì 8 aprile 

 

esistenza
Viktor Frankl

Viktor Frankl, nonostante o a partire dalla sua esperienza del campo di concentramento, era solito dire che: “la realtà ha sempre generosamente un compito per noi”. Trovare un senso alla nostra esistenza vuol dire riconoscere quel compito che oggi la realtà ci sta sicuramente mettendo davanti. Anche se ci troviamo in un campo di concentramento, c’è sempre un compito che possiamo assumere, possiamo sempre trovare il senso della nostra esistenza. Questa interazione con la realtà è dunque necessaria per esistere: se siamo ripiegati sul nostro io, se non ci accorgiamo che c’è uno spazio che va oltre noi, se non vediamo che ci sono altri accanto a noi, non riusciamo neppure a vedere il compito che la realtà ci proporne. E per questo la nostra esistenza ci appare spesso insensata. Individualismo, egoismo e mancanza di senso sono inevitabilmente collegati.

La pienezza dell’esistenza

Colui che ha realizzato pienamente il senso dell’esistenza è per questo Cristo, il quale ha fatto della sua esistenza una vera e propria pro-esistenza, cioè ha trasformato tutta la sua vita in una vita radicalmente per gli altri. Di lui, i suoi detrattori, dicono nel Vangelo che “era fuori di sé”. Sì, Cristo è completamente fuori di sé, cioè esiste pienamente, realizza in pienezza la sua esistenza. E vive talmente fuori di sé, per gli altri, fino al punto da ‘dare’ la sua vita. La sua è un’esistenza pienamente consegnata. In questo senso Cristo diventa il modello di un’esistenza autentica e il Vangelo la via per trovarne il senso. Ciò vuol dire che più ci eserciteremo a dare la vita, più ne troveremo il senso.

Esercizio: Qual è il compito che oggi la realtà ti sta presentando? Riesci a vivere uscendo un po’ fuori di te? Quali atteggiamenti o strategia ti aiutano a dare un po’ la tua vita e a trovarne il senso?

 

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