venerdì , 15 dicembre 2017

Caso Emanuela Orlandi, M5s chiede una commissione d’inchiesta

Emanuela Orlandi, M5s: “Va fatta chiarezza”

Maurizio Santangelo, senatore M5s

Una commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. A chiederla i senatori di M5s attraverso un disegno di legge a prima firma di Maurizio Santangelo, il quale ha presentato la proposta a palazzo Madama nel pomeriggio di ieri.

“Crediamo che dopo 34 anni vada fatta chiarezza”. È quanto ha detto a proposito del caso il senatore.

A fargli eco il fratello di Emanuela, Pietro: “In 34 anni non è cambiato nulla, ora la situazione è peggiorata”.

La Commissione parlamentare

La commissione sarà probabilmente rimandata alla fine dell’attuale legislatura. “Non ci sono i tempi tecnici – ha detto Santangelo – ma presenteremo la proposta nella prossima”. Potrebbe, in ogni caso, trattarsi di una commissione bicamerale con 12 parlamentari, 6 deputati e 6 senatori, e con una durata di nove mesi.

Obiettivo dell’indagine è quello di verificare se la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi “non sia stata deliberatamente celata, al fine di proteggere personalità di vario livello e ambito“. L’organo, si legge nelle relazione al ddl, “dovrebbe individuare le responsabilità di chi doveva o poteva pervenire almeno a una verità processuale. Tale necessità di giustizia non è solo della famiglia Orlandi e dell’Associazione Penelope, interessata direttamente a come certe indagini vengano svolte. Ma di tutta la comunità che deve pretendere delle risposte dallo Stato Vaticano deputato a proteggere i suoi cittadini, soprattutto quando vi siano forti elementi, come in questo caso, per dedurre che si voglia occultare la verità“.

I legali: il caso non è chiuso

Presenti ieri anche i legali della famiglia Orlandi Annamaria Bernardini De Pace e Laura Sgrò. In particolare Bernardini De Pace ha annunciato: “Chiederemo alla famiglia di Emanuela Orlandi di fare un passo mai fatto e di presentare una denuncia di scomparsa allo Stato Vaticano, ovvero presso la Gendarmeria in modo da riaprire un’inchiesta. Emanuela rimane una cittadina vaticana ancora iscritta al registro dell’anagrafe”. “Questo caso -ha aggiunto l’avvocato-  non è chiuso perché si cerca una persona”. 

 

 

 

 

 

 

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