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Educare i figli, Cheaib: la trasmissione della fede parte dall’esempio

Scritto da il 22 Marzo 2020

Educare i figli: in questa puntata Robert Cheaib continua a parlare dell’educazione preventiva da trasmettere ai nostri figli partendo dall’esempio e iniziando ben prima dell’adolescenza.

Alcuni miei amici, parlando dei propri figli adolescenti, mi hanno trasmesso un concetto simpaticissimo. Non mi hanno parlato di adolescenza ma di “adolescemenza”.

Naturalmente si tratta di un termine politicamente corretto, in cui ci sono però tutto l’amore e tutta l’esperienza da parte dei genitori. Quindi non ditemi, in questo mondo politicamente corretto, “Come ti permetti di dire adolescemenza”?

Siamo passati tutti in quel periodo in cui abbiamo pensato di essere gli unici a capire qualcosa e proprio per questo siamo stati scemi, perché ancora non abbiamo capito che nella vita non si sa mai tutto e non si finisce mai di imparare.

Detto ciò, vorrei partire con una provocazione che dialoga con un luogo comune. Spesso sentiamo dire: “ma quando saranno grandi sceglieranno da soli. Non vorrei imprimere nella mente dei miei figli cose che in futuro forse non vorranno”.

Riportano magari l’esempio dello “sbattezzato” che va molto di moda: il figlio battezzato da piccolo e che da grande si vuole sbattezzare.

Dico che in questo c’è una grandissima ingenuità, quella di Rousseau, del selvaggio buono o l’ingenuità che la fede sia una cosa che si trasmette solo dando i sacramenti o facendo fare un’esperienza.

I nostri figli però non vivono in un ambiente sterile, nel senso medico del termine. È un ambiente in cui ci sono tante interferenze, tante cose che influiscono su di loro ed è non solo auspicabile ma anzi necessario da parte nostra immunizzarli con i bellissimi valori cristiani. Questa è la prima cosa.

È come se stessi anticipando quello che vorrei dire più avanti nel corso di queste puntate: noi non stiamo trasmettendo ai nostri figli dogmi, dottrine, quindi cose rigide, ma stiamo trasmettendo loro un incontro, quello con Gesù Cristo.

Perciò, dato che questo incontro rappresenta il nostro valore, è bene che i nostri figli lo facciano presto, anche perché la presenza di Gesù nella loro vita è veramente un anticorpo contro tutti i malanni della società e non c’è bisogno di un mago per scoprire che ha bisogno di essere riformata. I figli hanno bisogno di qualcosa di solido, vero e bello per rimanere in una società che risucchia la speranza.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)


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