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Donne e Chiesa: al via un diploma all’Ateneo Regina Apostolorum

Scritto da il 31 Maggio 2019

Donne e Chiesa al centro di un percorso formativo promosso dall’Istituto di Studi Superiori della Donna dell’Ateneo Regina Apostolorum.

Un percorso intensivo ed unico nel suo genere per offrire uno sguardo a 360° sulla questione donna – chiesa. Questione che come sappiamo offre molti spunti di dibattito, ma soprattutto rimane un fronte di discussione aperto. Papa Francesco ha ribadito più di una volta come sia necessario attivare dei processi, per questo all’Istituito di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Regina Apostolorum si sono chiesti come poter dare il proprio contribuito. Così nasce il diploma in “Donna e Chiesa” che prenderà il via a settembre in modalità intensiva, ovvero in due moduli: dal 23 al 28 settembre 2019 e dal 10 al 20 febbraio 2020.

Due settimane intensive per ogni modulo con un orario di lezione dalle 9 alle 18,30 dal lunedì al sabato, per un totale di 100 ore di lezione, comprensive di lezioni frontali ma anche workshop pratici, il tutto arricchito anche da testimonianze di persone che lavorano con e per le donne e che con la loro esperienza potranno provocare una riflessione.

donne e chiesa

Ateneo Regina Apostolorum

“Papa Francesco parla spesso della necessità di innescare processi -, ci spiega la direttrice dell’ISSD Marta Rodriguez – e per questo anche noi ci siamo chiesti come poter aiutare in questo e l’unico modo è formare le persone. Così con la mancanza di percorsi formativi abbiamo pensato che era necessario mettere tutto insieme, offrendo più spunti possibili”.

Una scelta, quella della modalità intensiva, dettata anche dalla necessità di favorire la partecipazione di persone che provengono da fuori Roma o fuori l’Italia, ma soprattutto il percorso è concepito “come un laboratorio di idee dove è necessario confrontarsi, riflettere ed aprire anche prospettive”.

Ascolta l’intervista a Marta Rodriguez per l’ultima puntata di Tutte le Strade andata in onda venerdì 31 maggio.

 

Un percorso variegato sia per i tre moduli offerti che comprendono: uno di tipo socio-culturale, uno teologico e uno psico-pedagogico. “È un percorso molto ampio – prosegue la Rodriguez -perché tenta di offrire spunti di riflessione, chiavi di lettura, principi e criteri dai quali non si può prescindere però anche aprire prospettive per questioni che bisogna esplorare. Una modalità intensiva che è stata scelta dall’ISSD per due motivi: favorire la partecipazione di un pubblico internazionale ed è per questo che l’unica forma possibile per partecipare era quella della modalità intensiva”.

Dal Concilio Vaticano II alla violenza sulle donne

I diversi moduli permetteranno di esplorare l’argomento dai diversi punti di vista. Dalla questione della donna nella storia e nella Chiesa oggi, all’impatto sul mondo del lavoro, legislativo, sulle Nazioni Unite, le sfide nei diversi contesti geografici, che offre spunti sui quali riflettere.

Oltre al modulo teologico si affianca quello ecclesiologico che è il cuore di tutto il programma, perché è concentrato sulle prospettive aperte dal Concilio Vaticano II, per quanto riguarda la visione dei laici e quindi la visione di ogni battezzato. Poi la parte di donne mariologia “perché se si parla di donna la figura di Maria non può non illuminare”, poi una parte di antropologia teologica, con la visione della donna nella scrittura e nel magistero. Ed ancora teologia pastorale che affronta questioni che riguardano la donna che a volte si fa fatica ad affrontare, come la questione della pornografia o della violenza sulle donne. Infine il modulo più psicologico ed applicativo che affronta la crisi della mascolinità e della virilità, i modelli formativi nel celibato e nella formazione di sacerdoti.

Variegato e molto qualificato sarà anche il corpo decenti, proveniente da diverse Pontificie Università di Roma che verranno affiancati anche da laici o religiosi che porteranno la loro esperienza personale.

“Ci tengo che sia il corpo docente sia l’auditorium sia misto – ribadisce la direttrice dell’ISSD -. Per questo abbiamo deciso di alternare sempre delle voci ad ogni lezione ed inoltre non nascondo che mi piacerebbe che partecipino laici, sacerdoti e gli stessi formatori di sacerdoti, proprio perché è lì che si gioca la questione”.


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