Donna e lavoro. L’esperienza dell’Istituto Superiore di Studi sulla Donna

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Donna e lavoro, questi i principali temi trattati dall’istituto di ricerca della Pontificia Università Regina Apostolorum

Nato nel 2003, all’interno dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna da allora promuove attività formative e culturali a favore di una prospettiva al femminile, che in collaborazione con una prospettiva al maschile, possa dare vita ad azioni concrete nella vita sociale.

Un lavoro che negli anni è cresciuto dando vita a numerose attività di ricerca e culturali, sempre in un’ottica formativa per comprendere esigenze e potenzialità delle donne di oggi. In un quadro storico e nazionale, come quello italiano, non si può non toccare la questione della maternità e della conciliazione famiglia-lavoro che troppo spesso induce le donne a lasciare i propri impieghi a favore della famiglia.

La dott.ssa Adele Ercolano

«Secondo i dati Istat del 2017 sarebbero 25mila le donne che hanno lasciato il lavoro per motivi legati alla maternità -. Ci spiega Adele Ercolano, Coordinatrice Culturale dell’ISSD – da un lato vediamo un aumento di donne che lentamente ricoprono posti dirigenziali, mentre parallelamente abbiamo questo fenomeno di donne che entrano nel mercato del lavoro, ma poi per motivi legati alla maternità devono uscirne. C’è una mancanza di attenzione al tema del lavoro quindi è importante che si metta al centro il lavoro femminile per valorizzare i talenti e le competenze delle donne».

 

 

Ascolta l’intervista ad Adele Ercolano andata in onda nella puntata di InFamiglia di martedì 6 marzo!

Percorsi di formazione e valorizzazione

Competenze che non si vogliono perdere o si cerca di riacquistare, per questo l’istituto promuove corsi come quello di perfezionamento in “Self Management e Self Branding”, giunto alla terza edizione e partito lo scorso 25 gennaio. «Incontrando tante donne in questi anni -, prosegue la dott.ssa Ercolano – ci siamo resi conto che c’era la necessità di affrontare temi di supporto delle donne nel reinserimento nel mercato del lavoro, offrendo un percorso incentrato nella valorizzazione della creatività di ogni donna».

Ripensare a modelli lavorativi con la persona e la famiglia al centro, in cui non solo le donne, ma anche gli uomini ne possano beneficiare. Così nasce il gruppo di lavoro [email protected] La persona al centro”, composto da studiosi del settore ed imprenditori e mira ad incoraggiare attività che stimolino la figura della donna, ma anche dell’uomo, negli ambiti lavorativi. «Si tratta di un gruppo di condivisione valoriale del lavoro -, prosegue la coordinatrice delle attività culturali dell’istituto – partendo dall’idea di ripensare all’organizzazione del lavoro e individuare quali siano possibili risposte».

Cosa chiedono le donne?

«Le donne chiedono di essere valorizzate, perché c’è consapevolezza del proprio valore -, sottolinea la dott.ssa Ercolano- ma anche del fatto che il proprio valore spesso non viene riconosciuto. C’è molta voglia di lavorare, ma spesso la conciliazione famiglia-lavoro non lo consente e questa è la grande criticità. Bisogna favorire degli strumenti per stimolare il lavoro delle donne e come valorizzare la maternità nei contesti organizzativi e questa è la grande sfida».

Sfide che si tramutano in opportunità e occasioni di confronto e lavorano che danno vita a progetti “Valore Mamma”, che a sua volta realizza da cinque anni la Settimana della Mamma, con l’obiettivo della valorizzazione della maternità nel mondo del lavoro. Ed ancora il premio Family Friendly, promosso in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, per valorizzare le aziende a misura di famiglia.

«Si è partiti dalla constatazione di difficoltà femminile, ma l’innovazione del mercato del lavoro in realtà deve abbracciare anche il mondo maschile, non solo femminile».

Partire da chi siamo per guardare il futuro

Un istituto aperto a laici e religiosi utile anche per la pastorale familiare. «I nostri temi sono temi di vita quotidiana, ci sono per questo molti spunti in comune – , conclude la responsabile delle attività –  in particolare penso al nostro corso interdisciplinare “Significare il corpo” che analizza il tema dell’identità dell’uomo e della donna, perché capire chi siamo non possiamo farlo solo studiando chi è la donna, ma dobbiamo farlo capendo anche chi è l’uomo in un momento come quello attuale in cui c’è una crisi valoriale, è importante partire da chi siamo per capire dove andremo».