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Domenica delle Palme, Papa: “La vita si misura sull’amore”

Scritto da il 5 Aprile 2020

Domenica delle Palme: la Messa a San Pietro

Adagiato su un pannello rosso, come il mantello fatto indossare a Gesù durante la sua Passione, il Crocifisso miracoloso di San Marcello spicca dietro il baldacchino di Bernini. San Pietro non è vuota. Ma è pregna, in ogni angolo, delle vite di migliaia di persone, provenienti da tutto il mondo, che con il naso all’insù hanno guardato meravigliati la cupola e la Pietà di Michelangelo. Di chi oggi, da casa, ha seguito la Messa della Domenica delle Palme dallo smartphone e dalla tv.

«Anche se siamo lontani, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore» ha detto proprio qualche sera fa Papa Francesco in un video messaggio, rivolto ai fedeli per la Settimana Santa, andato in onda a sorpresa durante il Tg 1 delle 20. «Ed è proprio la forza dell’amore che ci ha salvato. – ha ribadito oggi il Santo Padre – Siamo nati per essere amati e per amare».

Domenica delle Palme: “Vivere per servire”

Dio stesso è amore e il Signore -ha spiegato il Santo Padre – «ci ha serviti fino a provare le situazioni più dolorose per chi ama: il tradimento e l’abbandono».

«Guardiamoci dentro. Questo l’invito di Francesco – Se siamo sinceri con noi stessi, vedremo le nostre infedeltà. Quante falsità, ipocrisie e doppiezze. Quante buone intenzioni tradite. Quante promesse non mantenute. Quanti propositi lasciati svanire. Il Signore conosce il nostro cuore meglio di noi, sa quanto siamo deboli e incostanti, quante volte cadiamo, quanta fatica facciamo a rialzarci e quant’è difficile guarire certe ferite». Eppure ci ama profondamente ed è lì per servirci. domenica delle palme

«Quando ci sentiamo con le spalle al muro, quando ci troviamo in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, ci ricordiamo di non essere soli.

Gesù ha provato l’abbandono totale, la situazione a Lui più estranea, per essere in tutto solidale con noi. L’ha fatto per me, per te, per tutti noi, lo ha fatto per dirci: “Non temere, non sei solo. Ho provato tutta la tua desolazione per essere sempre al tuo fianco”.

Ecco fin dove ci ha serviti Gesù, calandosi nell’abisso delle nostre sofferenze più atroci, fino al tradimento e all’abbandono. Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: “Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene”».

Il resto passa, l’amore rimane

«Che cosa possiamo fare dinanzi a Dio che ci ha serviti fino a provare il tradimento e l’abbandono?» Si chiede Francesco. «Possiamo non tradire quello per cui siamo stati creati, non abbandonare ciò che conta. Siamo al mondo per amare Lui e gli altri. Il resto passa, questo rimane. Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore.

Allora, in questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso, guardate, il Crocifisso -, misura dell’amore di Dio per noi. Davanti a Dio che ci serve fino a dare la vita, chiediamo, guardando il Crocifisso, – questo ancora l’invito di Francesco – la grazia di vivere per servire. Cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare.

Domenica delle Palme: i giovani e lo sport

Oggi, domenica delle Palme, occasione in cui si celebra da 35 anni a livello diocesano la Giornata mondiale della Gioventù e in cui era previsto il passaggio della Croce dai giovani di Panama a quelli di Lisbona (rimandato alla domenica di Cristo Re il prossimo 22 novembre), Papa Francesco ha lanciato un messaggio anche ai tanti ragazzi in ascolto.

«Cari amici, guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete.

Perché la vita  -ha ribadito il Pontefice – è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come ha fatto Gesù per noi».

Dopo aver rivolto parole di incoraggiamento ai medici che sono in prima linea in questi giorni difficili per combattere e agli ammalati, il Santo Padre ha ricordato anche che domani, 6 aprile, ricorre la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace. Nonostante tutte le attività siano ferme, in questo periodo – ha sottolineato Francesco – sono emersi i valori più alti dello sport: «la resistenza, spirito di squadra e dare il meglio di sé». 

L’omelia integrale di Papa Francesco

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