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Diocesi di Roma. Gervasi nuovo vescovo, “servo della gioia di tutti”

Scritto da il 19 Ottobre 2020

Diocesi di Roma: De Donatis, “L’amore libero e creativo di Dio”

«Sappiamo bene fratelli amati da Dio che siete stati scelti da lui. Sai bene, Dario, fratello mio, che è il Signore che ti ha scelto». È con le parole di San Paolo ai Tessalonicesi che il cardinale vicario, Angelo De Donatis, si è rivolto a don Dario Gervasi.

Nominato da Papa Francesco vescovo ausiliare della Diocesi di Roma lo scorso 31 agostodiocesi di roma, de donatis , a cui è stata affidata la sede titolare di Subaugusta e la cura, in modo particolare, della la pastorale familiare, ha ricevuto ieri l’ordinazione episcopale nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Conconsacranti l’arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado Giovanni Tani, per vent’anni padre spirituale di Gervasi, e il vescovo di Civitavecchia – Tarquinia Gianrico Ruzza, suo predecessore alla guida pastorale del settore sud di Roma.

«Il motivo di questa elezione  – ha sottolineato De Donatis – non è mai da cercare nelle nostre presunte qualità umane ma sempre nell’amore libero e creativo di Dio. Il Signore ha scelto te, perché ti ama. Come ama ogni essere umano in maniera unica e originale e con un atto libero ha desiderato che tu fossi servo della gioia di tutti.

Dio sceglie Maria, Pietro, Paolo ed è sempre un atto sorprendente. Sceglie persino il re Ciro per condurre il suo popolo a Gerusalemme, un re straniero che non venera Javeh e neppure lo conosce.

Dio è il Signore unico della storia e non disdegna di intrecciare la sua azione provvidente con ciascuna delle sue creature.

diocesi di roma, gervasi Il tuo cuore di pastore è a servizio di questo dialogo di amore tra Dio e i suoi figli. Proverai sempre una grande gioia quando scoprirai l’opera di Dio proprio lì dove i nostri calcoli umani, i nostri sguardi sempre segnati da orizzonti troppo corti non credevano che potesse germogliare nulla. Mentre Dio ha già piantato, irrigato, fatto crescere.

Quando Dio sceglie si preoccupa di rendere libero per mezzo del suo amore il cuore di chi è stato scelto.

Rifugiarsi sempre tra le braccia di Dio. Farsi prendere per mano dal Signore, così come i bambini fanno con i genitori. È l’invito che il cardinale vicario ha rivolto al nuovo vescovo. Ma al tempo stesso di essere padre mitissimo verso tutti, così come insegna San Luca, di cui ieri ricorreva la memoria liturgica, e di amare follemente la Chiesa.

Le coincidenze provvidenziali

Non solo San Luca. Si celebrava ieri anche, un’altra «coincidenza provvidenziale»: la Giornata missionaria diocesi di roma, san giovanni mondiale dal tema “Eccomi, manda me. Tessitori di fraternità”. «Sono sicuro» che il nuovo vescovo impiegherà tutte le sue energie «per creare comunione e tessere legami di fraternità» ha ancora messo in evidenza il cardinale vicario durante la celebrazione.

Ricorreva poi il 50° anniversario di sacerdozio di don Andrea Santoro, il sacerdote della Diocesi di Roma ucciso il 5 febbraio 2006 in Turchia. Ricordandolo, il cardinale ha citato un passo del suo diario: «al pastore stanno a cuore le pecore. Non cerca la sua gloria ma cerca la gloria del Padre».

Diocesi di Roma: Gervasi, “Una nuova stagione di evangelizzazione”

«La Chiesa ha bisogno di pastori, cioè servitori – ha detto Gervasi, citando Papa Francesco – di vescovi che diocesi di roma, gervasisappiamo mettersi in ginocchio davanti agli altri per lavare loro i piedi. Pastori vicini alla gente. Padri e fratelli miti, pazienti e misericordiosi, che amano la povertà, sia come libertà per il Signore, sia come semplicità e austerità di vita»

«Spero di essere all’altezza di questo compito – questo ancora l’auspicio del nuovo vescovo ausiliare della Diocesi di Roma-. Ci attende una nuova stagione di evangelizzazione che nasce dall’ascolto della città e della voce dello Spirito Santo che parla nei nostri cuori e ci aspetta l’incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Roma nel 2022.

Che il Signore ci aiuti come comunità cristiana ad avere uno sguardo alto che sa vedere anche nel cuore della nostra città la fonte della vita che è Cristo Signore, risorto dai morti, che è presente tra noi anche oggi».

 

 

 


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