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Diocesi di Roma, nel 2019-2020 abitare con il cuore la città

Scritto da il 25 Giugno 2019

Diocesi di Roma: le linee guida per il nuovo anno pastorale

Abitare con il cuore la città. È l’obiettivo del cammino ecclesiale 2019-2020 le cui linee guida sono state tracciate ieri dal cardinale vicario, Angelo De Donatis, al termine dei Secondi Vespri celebrati nella solennità della Natività di San Giovanni Battista, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

diocesi di roma,angelo de donatisAdottare, dunque, uno stile nuovo fatto più di ascolto e di relazioni amichevoli e familiari, e uno sguardo contemplativo su ciò che ci circonda, smettendo di preoccuparci solo di noi stessi.

La Chiesa, sotto la luce della Parola di Dio e le indicazioni date da Papa Francesco, dovrà «farsi piccola: solo così riscoprirà la gioia di essere missionaria e di sperimentare
insieme nuove vie di evangelizzazione». Altrettanto necessario, ha fatto presente il cardinale vicario, è un cammino sinodale in cui ci si ascolta reciprocamente ponendoci in un atteggiamento di povertà di cuore.

Due le consegne, alla Diocesi, da parte del cardinale: l’esercizio del silenzio («non ascolteremo cose effimere o di poca importanza, ma storie di vita personali, realtà delicate da maneggiare, davanti alle quali bisogna togliersi i sandali perché molto amate dal Signore») e meditare l’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI. («La ricchezza di quel documento, così spesso sottolineata da Papa Francesco, è di straordinaria attualità anche per noi oggi»).

Diocesi di Roma: cogliere la presenza di Dio nella città

Così come anticipato da Papa Francesco, lo scorso 9 maggio, paradigma biblico da seguire per il prossimo anno è quello dell’Esodo 3,1-15: «Dio ci invita a scendere con Lui in mezzo alla città per ascoltare il grido dei suoi abitanti e per aprire loro cammini di liberazione. Dobbiamo però attivare uno sguardo e un ascolto contemplativo. Che significa? Significa cogliere la presenza di Dio nella città, nelle storie di vita delle persone (è il primo compito affidatoci dal Papa) e nella nuova cultura che si produce nella città (è il secondo compito)».

Altro brano (evangelico) di riferimento è Mt 18,1-14 dove si sottolinea «che ogni autentico rinnovamento nella Chiesa si realizza quando non solo mettiamo al centro i piccoli ma anche ci lasciamo rendere piccoli dal Signore».

Diocesi di Roma: nuovi itinerari e strumenti

Mettersi in ascolto dei giovani, delle famiglie e dei poveri (gli anziani, i disabili, i
malati, i migranti, i giovani e le famiglie disoccupate e in povertà assoluta …) del territorio. È questo il compito della Diocesi di Roma per il 2019-2020.

diocesi di roma, poveri

Come portarlo a termine? Prima di tutto, ha sottolineato il cardinale vicario, è necessario curare il cammino di fede, spirituale, delle nostre comunità parrocchiali, religiose, associative etc. Non mancheranno dunque, anche per i sacerdoti, ritiri comunitari d’Avvento, gli esercizi spirituali e le liturgie penitenziali di Quaresima.

Ma non solo. È necessario, inoltre, far nascere in ogni parrocchia una piccola equipe pastorale il cui obiettivo sarà quello di «animare dal di dentro la comunità parrocchiale, perché, nei suoi vari membri e livelli, possa realizzare l’ascolto del quartiere e delle storie di vita dei suoi abitanti».

Ogni parrocchia elaborerà le modalità più opportune per realizzare questo triplice ascolto (giovani, famiglie, poveri) nel proprio territorio: incontri a scuola, visite a casa, etc. Le equipe pastorali, sostenute dagli uffici diocesani, aiuteranno gli operatori, suggerendo proposte operative, tempi e strumenti, ecc. e raccogliendo storie di vita e riflessioni.

diocesi di roma, pregareA partire da gennaio 2020, dopo una tavola rotonda diocesana, compito delle equipe pastorali parrocchiali sarà quello di organizzare una mappatura del proprio territorio: caratteristiche del quartiere alla luce della sua storia, stile di vita degli abitanti, presenza di scuole, posti di lavoro, luoghi di aggregazione, sacche di maggiore povertà e degrado, luoghi di violenza sociale, di presenza invasiva della criminalità organizzata.

Ci si confronterà con le equipe pastorali delle parrocchie vicine, con la Caritas diocesana, con le realtà istituzionali, i soggetti religiosi e civili che portano avanti nei quartieri una cultura della solidarietà, della fraternità, del bene comune.
In Quaresima gli uffici diocesani faranno lo stesso per gli “ambienti umani”, cioè per quegli ambienti nei quali si svolge quotidianamente la vita delle persone, nei quali trascorrono la maggior parte del tempo o investono le loro maggiori energie, o nei quali si articolano concretamente i sottosistemi nei quali è organizzata la vita della città. La scansione proposta, ha precisato il cardinale De Donatis, potrebbe essere:

-Lavoro
-Tempo libero
-Terzo settore
-Politica amministrativa
-Cultura ed educazione
-Salute e cura della vita.

Leggi il testo integrale con le linee guide tracciate dal cardinale vicario. 

Calendario dell’anno

Nel mese di settembre la Diocesi è chiamata «ad ascoltare la città con umiltà e gratuità, senza interesse. La comunità cristiana si decentra e mette al centro “l’altro” per ascoltarlo con il cuore, dopo essersi tolti i sandali». In particolare quattro gli incontri previsti:

Lunedì 16 settembre: per i presbiteri e tutte le equipe pastorali.                        Mercoledì 18 settembre: per gli operatori pastorali che realizzeranno l’ascolto dei giovani.
Giovedì 19 settembre: per gli operatori pastorali che realizzeranno l’ascolto dei poveri.
Venerdì 20 settembre: per gli operatori pastorali che realizzeranno l’ascolto delle famiglie.

A partire da ottobre e fino alla fine dell’anno pastorale, le parrocchie «organizzano e realizzano l’ascolto delle storie di vita dei giovani, delle famiglie e dei poveri, esercitando gli atteggiamenti di fondo e attivando relazioni in stile familiare e informale con le persone del quartiere».

Novembre – dicembre: esercizi spirituali per i presbiteri, in particolare quello per i parroci e per i direttori degli uffici pastorali, il ritiro di settore e il ritiro d’Avvento in parrocchia.

Gennaio – febbraio: verifica sul cammino diocesano nelle parrocchie. Tavola rotonda sulla città di Roma. Inizio della lettura dei territori parrocchiali da parte delle equipe pastorali.

Marzo – metà aprile: nelle parrocchie l’attenzione si concentra sulla beatitudine della povertà di Spirito come atteggiamento profondo da assumere per lasciarci guidare da Dio. Esercizi spirituali comunitari e liturgia penitenziali. Invito a partecipare all’unica Eucarestia domenicale per le famiglie delle comunità etniche (una prima di Pasqua e una dopo). A livello diocesano: tavole rotonde sparse nel territorio cittadino sull’ascolto dei vari ambienti di vita.

Dopo Pasqua: feste di quartiere a cui invitare le tante persone incontrate ed ascoltate, non ultime le comunità etniche. Potranno essere fatte in occasione delle feste patronali, oppure organizzando una veglia di Pentecoste in prefettura, magari in un luogo all’aperto del quartiere.

 


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