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Diocesi di Roma: verso la ripresa delle Messe con il popolo

Scritto da il 3 Maggio 2020

Diocesi di Roma: Cei, protocollo di massima per riapertura Messe

Non c’è ancora una data. Ma, dopo le incomprensioni dei giorni scorsi, Chiesa e Governo hanno definito un «Protocollo di massima» che consentirà nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione della curva epidemiologica, di riprendere la celebrazione delle Messe con il popolo.

Ad annunciarlo ieri sera, alla vigilia della 57esima Giornata mondiale per le vocazioni, quest’anno, causa coronavirus, senza le ordinazioni sacerdotali, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

«Al Paese – queste le sue parole – voglio assicurare la vicinanza della Chiesa: ne sono diocesi di roma, pregare, chiesasegno e testimonianza le innumerevoli opere di carità a cui le nostre Diocesi e Parrocchie hanno saputo dar vita anche in questo difficile periodo; ne è segno pure la preghiera che, anche in forme nuove, si è intensificata a intercessione per tutti: le famiglie, quanti sono preoccupati per il lavoro, gli ammalati e quanti li assistono, i defunti».

Così, dopo due mesi di Messe in streaming, si è pronti a ripartire. La Diocesi di Roma si sta già organizzando ad accogliere i fedeli. In particolare, il Vicariato rende noto che d’intesa con Roma Capitale, in collaborazione con altri Enti e Istituzioni statali, saranno sanificati i luoghi cittadini di probabile aggregazione, nonché le aree antistanti i luoghi di culto.

Per quanto riguarda la sanificazione degli spazi interni, il Comune ha assicurato che contatterà direttamente i parroci per un intervento una tantum. Per ogni parrocchia è stato inoltre prenotato un termometro digitale che sarà offerto e recapitato al più presto tramite i Prefetti.

“Fase 2”: la celebrazione delle esequie

Intanto, a partire domani, 4 maggio, sarà possibile celebrare le esequie. Sono consentite le cerimonie funebri, queste le disposizioni del Ministero dell’Interno sulla base del Decreto della Presidenza del Consiglio dello scorso 26 aprile, con «l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di 15 persone con funzioni da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di diocesi di roma, cimitero sicurezza interpersonale di almeno un metro».

A complemento del testo del Ministero dell’Interno, la Segreteria Generale della Cei ha poi indicato alcune misure da adottare con cura nel rispetto della normativa sanitaria.

Tra queste, la misurazione della temperatura corporea attraverso un termometro digitale o un termo-scanner  dei partecipanti alle esequie funebri e la distribuzione dell’Eucarestia dopo che il celebrante, munito di mascherina, abbia curato l’igiene delle proprie mani.

«Per quanto concerne la sanificazione – si legge ancora nel documento della Cei – la chiesa sia igienizzata regolarmente, mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica. Al termine di ogni celebrazione si dovrà favorire il ricambio dell’aria».

Diocesi di Roma: emergenza povertà. La risposta della Caritas

Se per le Messe ci si avvia verso una graduale riapertura con le dovute precauzioni, resta, invece, ancora da risolvere l’emergenza povertà. Sono migliaia le persone che in questi due mesi, a causa dell’emergenza coronavirus, hanno perso il lavoro e non riescono a sfamare le proprie famiglie.

Il rischio, aveva sottolineato Papa Francesco nella Domenica della Divina Misericordia, è quello di imbatterci in un altro virus: l’egoismo indifferente. Ma la Caritas, insieme a tanti volontari, ha fatto la propria parte. Solo nella Diocesi di Roma sono stati attivati 12 presidi per lo stoccaggio di beni ricevuti da donatori o dal Comune per l’approvvigionamento di 150 parrocchie che hanno a loro volto distribuito i viveri a chi è in difficoltà.

diocesi di roma, poveri «Nel mese di aprile solo l’Emporio della Solidarietà della Cittadella della Carità – ha precisato don Benoni Ambarus, direttore della Caritas di Roma, ai nostri microfoni  – ha distribuite 30 tonnellate di cibo». Inoltre, è stato costituito un piccolo fondo anticrisi per consentire ai bisognosi di affrontare spese sanitarie o pagare una bolletta.

Nella “selva dei decreti”, queste ancora le parole di don Ben «stiamo lavorando per cercare di capire quali sono i diritti».

Stando ai dati ufficiali, sono 20 mila le persone che hanno richiesto aiuto. Ma, di fatto, sono molte di più.

«Ci stanno chiamando singole persone, tanti anziani, che ci dicono: “Non ho più un euro per fare la spesa”. Tutti dobbiamo renderci conto, anche dalla porta accanto, che ci sono situazioni insospettabili di persone che hanno paura di non farcela e paura di chiedere aiuto. La carità deve fare attenzione a non umiliare le persone, a far mantenere la loro dignità.

Il contagio della solidarietà deve aumentare. Tanto. C’è una grande fantasia della carità, come ci dice Papa Francesco».

Ascolta l’intervista a don Benoni Ambarus: 


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