Diocesi di Roma, Mons. De Donatis: “Dio smussa i cuori e dilata le orecchie”

Nominato vescovo ausiliare della Diocesi di Roma lo scorso maggio, monsignor Gianpiero Palmieri ha ricevuto ieri, nel giorno della solennità di San Giovanni Battista, l’ordinazione episcopale. A celebrare la Messa, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il vicario per la Diocesi di Roma monsignor Angelo De Donatis.

“Un grande mistero è la vita di Giovanni il Battista. Il padre celeste lo ha scelto per preparare la strada al Messia tanto atteso”, ha detto durante l’omelia. “Dio sempre predispone, anticipa, previene, smussa i cuori e dilata le orecchie. È delicato Dio, non improvvisa. Dio è prima di noi per custodirci. Tu Gianpiero – ha aggiunto rivolgendosi al nuovo vescovo –  sarai sempre dopo di lui per sostenere e confermare nella fede i tuoi fratelli”.

Il vicario ha poi insistito sulla “confessione di fede senza pari di Elisabetta”: “Ecco cosa ha fatto per me il Signore quando si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini”, queste le parole della madre di Giovanni Battista. “Dio ha manifestato in lei la sua grande di misericordia”. E lei, rompendo la tradizione, ha scelto di chiamare suo figlio Giovanni che in ebraico vuol dire proprio “Dio ha usato misericordia”. Educa alla gioia per la misericordia ricevuta ancora prima di programmare, di organizzare e progettare”. Questo ancora l’invito rivolto da De Donatis a monsignor Palmieri.

Di seguito puoi ascoltare l’intera omelia del vicario

Monsignor Palmieri: “Accettiamo che il Signore scompigli tutto per creare una nuova armonia”

E di misericordia ha parlato lo stesso neo vescovo della Diocesi di Roma nel giorno della sua ordinazione episcopale. “Che hai fatto di così straordinario per meritartelo?” gli ha chiesto Maria, una sua parrocchiana. “Non c’è nessun merito, il vuoto creato in me dalla mia debolezza e dal mio peccato è enorme”, ha risposto monsignor Palmieri. “Eppure il Signore lo ha riempito della sua misericordia. Ciò che sono chiamato a fare è testimoniare questa misericordia come Giovanni Battista”.

“Stiamo vivendo una stagione straordinaria della vita della chiesa, cominciata con il concilio Vaticano II” ha ancora sottolineato il vescovo. “Siamo in questa scia luminosa tracciata dal Signore. I grandi cambiamenti del mondo chiedono a noi, alla Chiesa, conversioni più profonde, riconciliazioni più autentiche, un ritorno al Signore, senza sé e senza ma. Elisabetta e Zaccaria non possono più permettersi di rimanere sterili e muti. Ci si rimette in cammino perché il Signore ascolta il grido degli schiavi e dei poveri del nostro tempo e manda noi. Dobbiamo accettare che il Signore, ancora un volta, per mezzo del suo Spirito, scompigli tutto per creare una nuova armonia”.

Dunque, in questo cammino, ha sottolineato Palmieri, “le preghiere, le raccomandazioni mi fanno piacere immenso”. Come quelle della zia Zaira: “Ricordati che se diventi vescovo, devi sempre rimanere un prete”. O di Mariangela: “Ti auguro di avere compassione per l’umanità intera”. Perché “compatire” non è una parola “che rattrista ma accarezza, ci fa entrare dentro le cose, ci fa capire la verità delle storie e dei volti”. E ancora quelle Don Mauro: “lo Spirito di renda pastore con il cuore di Gesù”. Per concludere, un ringraziamento a tutti, alla famiglia, gli amici spirituali recitando, insieme, la preghiera dell’abbandono. Perché “la volontà di Dio si compia in ciascuno di noi”.

Alleghiamo il discorso del neo vescovo al termine della liturgia di ordinazione