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Diocesi di Roma, equipe pastorale: custode del senso, comunione e cammino

Scritto da il 12 Luglio 2019

Diocesi di Roma: il cardinale vicario scrive a parroci e sacerdoti

In vista del processo di «conversione e rinnovamento» della Diocesi di Roma il cardinale vicario, Angelo De Donatis, in una lettera indirizzata ai parroci e ai sacerdoti, si è soffermato sul compito, già accennato lo scorso 24 giugno, dell’équipe pastorale. Una priorità, ha detto, «perché da questo dipende la riuscita del cammino successivo».

Si tratta un piccolo gruppo di persone, creato ad hoc in ogni parrocchia, «che possa prendersi cura del cammino di tutti – ha precisato il cardinale – custodendo la direzione comune e animando concretamente le diverse iniziative».

Una «‘giuntura’ di comunione all’interno della comunità, in quanto si preoccupa di favorire lo scambio e le relazioni tra i vari soggetti e organi che la compongono».

Diocesi di Roma: equipe pastorale. Compiti e caratteristiche

Da chi sarà composta l’equipe pastorale? «Ti consiglio di scegliere dodici persone che possano collaborare con te stabilmente – chiarisce il cardinale vicario – il numero non va preso alla lettera, ma serve per farmi capire: è il piccolo gruppo da cui tutto è partito. Non vanno cercate tra coloro che hanno dimostrato di essere prudenti, misurate e circostanziate, ma al contrario, persone “fuori dalle righe”, gente che lo Spirito Santo ha reso degli appassionati dello squilibrio.

Non abbiamo bisogno di professionisti competenti e qualificati, quanto piuttosto di cristiani apparentemente come tutti, ma in realtà capaci di sognare, di contagiare gli altri con i loro sogni, desiderosi di sperimentare cose nuove. Non è il tempo dei pensatori isolati, che elaborano piani a tavolino, ma di quelli che hanno voglia di incontrare gli altri, che non si vergognano di farsi vicini ai poveri e che esercitano una certa attrazione sui giovani».

Faranno degli errori? Li faranno fare a te e alla comunità? È possibile. Ma come sai bene è da preferire “una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita….”, piuttosto che una malata di autoreferenzialità e introversione. Questi dodici quindi sono cristiani che credono nella Resurrezione, nella fecondità dello Spirito Santo mandato diocesi di roma, chiesa, parrocchia, radiopiu.eudal Risorto e che provano simpatia e non repulsione verso gli altri esseri umani, riconosciuti come fratelli.

Per questo saranno capaci insieme con te di quell’ ascolto creativo della realtà e delle storie di vita che ci conduca più facilmente ad intuire per quali vie lo Spirito Santo ci sta portando per evangelizzare e costruire la Chiesa del futuro.

L’équipe pastorale animerà e aiuterà dal di dentro la comunità cristiana a portare avanti l’ascolto, lasciando agire il Fuoco che abbiamo invocato insieme nella Veglia con il Papa. Sarà Lui a illuminare, a purificare, a scaldare: ma non lo farà senza di noi».

Diocesi di Roma: equipe pastorali, custodi del Fuoco

Il ruolo dell’équipe consiste, quindi, nell’essere i “custodi del Fuoco”. Un fuoco che deve essere continuamente alimentato. «Ogni fuoco — anche quello acceso nel roveto di Mosè e donato dallo Spirito Santo alla Chiesa in vista della sua missione — pur se inizialmente grande e potente, se non curato e alimentato continuamente, rischia di affievolirsi fino a spegnersi. San Paolo, quando scrive a Timoteo esortandolo a perseverare nel servizio del diocesi di roma, san giovanni in laterano, radiopiu.euvangelo (cfr. 2 Tm 2,6) usa il verbo — anàzoopyrein — che rinvia al gesto di riattizzare un fuoco altrimenti in pericolo di spegnersi».

Da qui i tre compiti principali: custodire il senso, la comunione e il cammino. Nel svolgerli, l’équipe sarà supportata dalla Diocesi e dagli Uffici Pastorali coinvolti, fornendo indicazioni pratiche, strumenti, materiali, incontri specifici di formazione e di confronto.

Custodi del senso

  • Favorire il riconoscimento che è a partire da una visione, dal sogno di Chiesa espressa in Evangelii Gaudium (“Chiesa-grembo di misericordia, cioè una ‘madre dal cuore aperto’ per tutti”), che si possono attrarre e coinvolgere le persone. Richiamare continuamente il senso del processo evitando uno schiacciamento sul ‘fare’, sulle fasi operative, fecondando così le azioni pastorali attraverso la visione di fondo.
  • Fare in modo che nell’Eucaristia domenicale venga richiamato il percorso diocesano, le tappe che si stanno sperimentando, le storie di vita raccolte, mantenendo vivo il senso del cammino e acceso il desiderio di farne parte.
  • Ricordare a tutti che l’ascolto non è terminato se non giunge a contemplare la presenza e l’azione di Dio nelle storie personali.

Custodi della comunione

  • Tenere vive le relazioni, motivare, ascoltare e sostenere le persone coinvolte.
  • Aiutare i presbiteri nell’animare dall’interno la comunità e a gestirne i potenziali conflitti. Aiutare i presbiteri a seguire i referenti parrocchiali dei vari ambiti pastorali (giovani, famiglie, poveri…) verificando che tutta la comunità sia coinvolta.

Custodi del cammino

  • Ricordare, richiamare i compiti, gli impegni, sollecitando i vari agenti parrocchiali coinvolti. Aiutare la comunità nel realizzare il cammino diocesano formando sulle singole azioni gli operatori pastorali e fornendo loro gli strumenti utili per favorire il loro operato.
  • Fare il punto, verificare i processi in corso, il clima, il coinvolgimento delle persone.
  • Fare in modo che si sperimentino dei piccoli successi che facciano percepire alla comunità che i cambiamenti in atto sono fruttuosi.

Nell’ accompagnare la comunità nella fase di ascolto del ‘grido della città’ ad esempio, l’équipe pastorale avrà i seguenti compiti:

  • aiutare gli operatori pastorali a progettare come realizzare questa azione, fornendo loro attenzioni, strategie e strumenti;
  • verificare che l’azione di ascolto venga realizzata;
  • essere disponibili a chiarimenti e confronto continuo con chi opera in questa azione; raccogliere quanto viene raccolto dalla fase di ascolto (storie di vita, riflessioni, bisogni, attese,…) e realizzarne una sintesi da condividere con la comunità;
  • organizzare — da gennaio in poi — una mappatura del proprio territorio: caratteristiche del quartiere alla luce della sua storia, stile di vita degli abitanti, presenza di scuole, posti di lavoro, luoghi di aggregazione, sacche di maggiore povertà e degrado, luoghi di violenza sociale, di presenza invasiva della criminalità organizzata, ecc.;
  • condividere in rete con le altre équipe di prossimità territoriale quanto emerso così da mappare la realtà in cui le comunità sono presenti;
  • attivare legami con le altre istituzioni e associazioni presenti sul territorio.

 

Le altre notizie: Esarcato greco-cattolici ucraini Italia, De Donatis amministratore apostolico

Papa Francesco ha eretto l’Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia. Amministratore apostolico sede vacante è il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale per la Diocesi di Roma.

La chiesa cattedrale e la sede dell’Esarcato saranno presso la parrocchia dei Santi Sergio e Bacco in Roma.

diocesi di roma, de donatis, radiopiu.euProprio la  scorsa settimana in Vaticano, il 5 e 6 luglio, si è tenuto l’incontro di due giorni presieduto dal Pontefice conSvjatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč degli ucraini, insieme ai metropoliti e ai membri del Sinodo Permanente, alla presenza dei capi dei Dicasteri competenti della Curia Romana.

A oggi, in Italia, i fedeli greco-cattolici ucraini  sono 70.000, suddivisi in 145 comunità assistite da 62 sacerdoti.


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