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Diocesi di Roma, De Donatis: “La fiducia è la chiave del futuro”

Scritto da il 17 Marzo 2020

Diocesi di Roma: De Donatis scrive a sacerdoti e diaconi

«La chiave per leggere il nostro futuro è la parola “fiducia”». È il messaggio del cardinale vicario Angelo De Donatis in una lettera indirizzata oggi, a due giorni dalla festa di San Giuseppe, «modello di ogni paternità, anche della nostra», ai sacerdoti e ai diaconi della Diocesi di Roma.

Parole di «ringraziamento» e «incoraggiamento», quelle del cardinale, in un periodo difficile, a causa dell’emergenza sanitaria, per il mondo e per la Chiesa.

«Mi consola – si legge – osservare quanta dedizione avete verso i fedeli delle vostre comunità: penso a voi parroci vicini agli anziani, agli ammalati e ai poveri, penso all’ inventiva di voi viceparroci nel trovare insieme ai catechisti i modi più diversi per contattare i ragazzi, ma soprattutto a voi cappellani della pastorale sanitaria, che siete a rischio di contagio, ai voi cappellani delle carceri.

Vedo anche l’enorme generosità di tanti laici, soprattutto dei volontari che non fanno mancare ai poveri il cibo, la casa, il calore umano. Nelle condizioni attuali, la Chiesa di Roma continua con coraggio il suo cammino, senza farsi bloccare ma lasciandosi purificare e attivando quella creatività che è segno di un’autentica carità pastorale».

Diocesi di Roma: il Rosario del 19 marzo

«Curate soprattutto la vostra vita spirituale e quella dei fedeli. – questo ancora l’invito del cardinale ai sacerdoti e ai diocesi di roma, candelediaconi della Diocesi di Roma – È tanto necessario e solo le risorse dello Spirito ci aiuteranno ad affrontare questa situazione. Per questo vi raccomando di non far mancare gli esercizi spirituali al popolo in streaming o attraverso gli altri canali comunicativi che avete attivato».

Giovedì 19 marzo, poi, ha ricordato ancora nella lettera De Donatis, «ci ritroveremo insieme alle famiglie delle nostre comunità per la preghiera del Rosario alle ore 21 , in comunione con tutta la Chiesa italiana, per affidarci alla paternità di San Giuseppe e alla protezione della Madre di Dio.

La lettera del cardinale vicario 

Coronavirus: «Riti sospesi ma non il mistero che in essi è significato»

Con l’occasione il cardinale ha inviato ai sacerdoti e ai diaconi della Diocesi di Roma anche il testo dell’omelia pronunciata durante la Messa del 15 marzo scorso alla cappella “Gesù Buon Pastore” della CEI.

«Questo è il nostro destino. La vita piena. Dove le lacrime, la fatica cederanno il posto alla carezza di Dio. Siamo cenere, sì, ma lo Spirito ci trasformerà in Luce» assicura De Donatis.

diocesi di roma, preghiera«In questo tempo tribolato, in cui è anche difficile andare nelle nostre chiese di mattoni e non possiamo accostarci ai sacramenti, possiamo riscoprire come tutta la vita del cristiano sia canale della grazia. Dio non è impotente. È ridicolo pensare che un virus possa impedirgli di consolare i suoi figli amati, di parlare di loro, di irrobustirli nella prova.

Certo, non possiamo celebrare l’Eucaristia come popolo radunato. I riti sono sospesi, ma non il mistero che in essi è significato. Anche in mezzo all’epidemia – sottolinea il cardinale – possiamo vivere una vita eucaristica fatta di gratitudine al Padre e di servizio al prossimo. Il Dio dell’Esodo parla e insegna nella storia, anche in questa storia che stiamo vivendo. Ci consola, certo, ma ci interroga anche».


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