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Diario di bordo: Meglio stare zitti!

Scritto da il 23 Gennaio 2020

Risparmiare agli altri ciò che fa soffrire

Leggendo il commento del messalino Gam in cui si parla della parabola del buon samaritano, a un certo punto si dice: “Il principio fondamentale della carità è questo: noi dobbiamo risparmiare agli altri tutto ciò che potrebbe causare loro sofferenza. Dobbiamo trasformare il loro mondo in Cielo”. Mi sono fatta dunque un bell’esame di coscienza. Davvero risparmio agli altri tutto ciò che potrebbe causare sofferenza in modo da trasformare il loro mondo in Cielo?

Se ci pensiamo bene, chi ha la battuta e il commento facile a volte rischia di ferire le persone con la sua schiettezza. Se sono una persona schietta, magari vedendoti ti dico che sei ingrassato o invecchiato, o faccio battute sulla tua lentezza a capire le cose. Queste battutine, in nome di un “sto scherzando”, nascondono a volte l’aggressività che abbiamo dentro e che non si sa da dove venga. Di fatto in nome della schiettezza ci permettiamo di denigrare l’altro, di fare battute, di metterlo in difficoltà. La schiettezza,  se non è legata alla carità, non è un diritto.

La verità nella carità

Quando il Samaritano ha visto il poveretto pestato dai briganti e sanguinante, non ha fatto commenti sul perché fosse passato proprio da quella strada o su come si fosse ridotto, ma lo ha soccorso e portato in una specie di albergo per farlo riprendere. Anche noi dovremmo fare questo e governare  la nostra lingua, la nostra battuta e il nostro commento, senza giustificarci dietro la schiettezza di cui ci sentiamo fieri.

Se la verità non è accompagnata dalla carità, non trasforma la vita degli altri in Cielo, ma fornisce solo piccole sofferenze e fastidi che non abbiamo il diritto di produrre in un’altra persona. Vediamo allora come sono le nostre battute, se possono provocare sofferenza nell’altro. Non gli diciamo che è troppo suscettibile perché può darsi anche che lo sia ma proprio per questo, se non siamo il Padre spirituale o una persona che deve correggere, è meglio che stiamo zitti.

(Trascrizione del testo a cura di Antoine Ruiz)

Ascolta la puntata a cura di Simona Panico


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