Oggi vorrei parlarvi un po’ della preghiera e della difficoltà che si riscontra nel pregare. Alcuni pensano che per i sacerdoti e i consacrati siano tutto semplice: si inginocchiano in cappella e subito raggiungono lo stato mistico di unione profonda con il Signore! Ecco, non è proprio così: siamo come tutti voi, anche noi abbiamo le nostre difficoltà nella preghiera.

La prima difficoltà è sganciarci da tutte quelle cose che ci dicono che c’è sempre qualcosa di più importante da fare prima della preghiera. E’ vero che le cose da fare sono importanti, che ci sono delle scadenze e delle urgenze. Ma devo saper gestire le urgenze con le giuste priorità. Altra cosa è quando ci mettiamo a pregare e in quel momento la nostra agenda è per noi davvero chiara, perché ci si chiarifica tutto ciò che altrove ci eravamo dimenticati. Ci si tende a scoraggiare e a pensare di fare altro. E’ chiaro che nel silenzio affiorano pensieri: si tratta di scegliere quali tra loro ci portano al Signore. E se ci vengono in mente cose che sappiamo che ci scorderemo, terminata la preghiera, allora meglio scriverle su un foglio e poi concentrarsi sulla preghiera, ritrovando la pace. Infine l’aridità del cuore: non sempre siamo così ferventi. Ciò che ci garantisce realmente un cambiamento è lo stare alla presenza di Dio, a prescindere dai nostri sentimenti e dalle nostre distrazioni.

Ascolta l’intera puntata a cura di Simona Panico

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