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Dialogo e confronto: la nascita del progetto Ponti per Terranova

Scritto da il 22 Marzo 2020

Il dialogo e il confronto su temi legati all’ecologia, con uno sguardo sull’attualità. Nasce da una acuta riflessione dell’enciclica Laudato Sì l’esperienza dell’associazione Ponti per Terranova.

L’iniziale confronto, le riflessioni, le letture e le ricerche personali hanno permesso agli iniziatori, Marco Bozzetti, Luca Sabatino e Domenico Repice, di dare forma a idee, pensieri, progetti, speranze, che col tempo hanno iniziato a concretizzarsi. La riflessione ebbe inizio prendendo coscienza della crisi senza precedenti che la società occidentale sta attraverso.

dialogo

Don Domenico Repice

La “Laudato Sì” ritiene sia possibile rispondervi solo cercando soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e coi sistemi sociali, nella consapevolezza che non esistano dunque crisi separate, ma una complessa crisi socio-ambientale. Il secondo elemento di riflessione fu la presa di coscienza di un’impellente e necessaria riscoperta della dimensione relazionale della vita.

Ne derivò l’elaborazione di un’idea e del principio della Relazionalità Ecologica Integrata (REI). Essa si configura come un dispositivo teorico capace di favorire ogni ambito dell’esistenza dell’individuo, e in particolare la dimensione della creatività per uno spirito umano che sappia manifestarsi, in rapporto tutelare, sostenibile e integrato con tutto il pianeta Terra.

 

Il dialogo tra uomo e ambiente

L’ebraico dell’AT utilizza l’espressione “cielo e terra” per parlare del cosmo, del mondo, della natura e dell’ambiente. Ancora più suggestiva alla luce della Laudato Sì è l’espressione “il tutto” che esplicita la consapevolezza di come mai l’universo venga considerato come una realtà a sé stante, ma sempre in rapporto con Dio, e sempre in relazione con l’uomo. Il terzo elemento di riflessione fu la necessità di superare, sia in ambito personale che in quello sociale e politico, la logica del conflitto, quella struttura egoico-bellica che attraversa la storia dell’umanità e che la riflessione politica da Machiavelli a Hobbes ha esplicitato come il regno del conflitto. La mentalità egoico-bellica che attraversato la storia della società occidentale fino ad oggi ha prodotto anche un’alterazione del rapporto fra uomo e ambiente, fra lavoro e persona.

Il Vaticano II nella Gaudium et Spes 7 aveva affrontato, in maniera non sistematica, il tema di una maggiore attenzione alla persona in vari passaggi: “Occorre dunque adattare tutto il processo produttivo alle esigenze della persona e alle sue forme di vita”. Tutta la riflessione teorica non può che avere una naturale incidenza nelle fondamentali applicazioni pratiche. Il prodotto della riflessione dovrà diventare, nelle modalità e nei tempi necessari, un cimentarsi concreto in un differente stile di vita condiviso, ecologico e sostenibile. Un rinnovato stile di vita che possa mettere concretamente insieme le famiglie, oltre che le singole persone, in virtù anche del fatto che la famiglia sia il massimo generatore di capitale umano, oltre che sociale e di relazione.

Dialogo e solidarietà per una umanità rinnovata

dialogo

Enciclica Laudato Sì

L’interesse a sperimentare una vita più comunitaria e meno “isolata”, nel rispetto delle esigenze e degli spazi dei singoli, sottintende il desiderio di mettere in comune e al servizio di tutti i diversi percorsi di vita, le varie competenze acquisite nel tempo, i talenti di cui ciascuno è dotato. Le esperienze di carattere comunitario possono qualificarsi come una sperimentazione nella realizzazione di percorsi d’inserimento sociale e lavorativo delle fasce deboli, con un’attenzione speciale alle cosiddette disabilità. In quest’ottica è avvincente la possibilità di sperimentare anche progetti di agricoltura sostenibile e produzioni biologiche per divenire, localmente, un riferimento ai bisogni delle persone concrete, così come anche la riscoperta di un’edilizia capace di armonizzare l’uomo con l’ambiente circostante. Questi percorsi possono essere realizzati, in virtù della legislazione italiana, per mezzo di onlus, cioè di organizzazioni non lucrative e di utilità sociale.

Una solidarietà che diviene condivisione reale e progettazione di un’umanità rinnovata ed ecologicamente armonizzata. La forma comunitaria e articolata di persone unita da legami fisici, può anche utilizzare le potenzialità infinite della rete telematica. Una comunità reale, costantemente in dialogo e in reciproco ascolto, composta anche in concrete comunità locali, il cui obiettivo primario non sia il denaro fine a sé stesso, ma combattendo la logica della speculazione e del mercato, sappia proporsi come un organizzazione di utilità sociale per il bene comune.

Tutto questo alla luce dell’odierna situazione. «Le riflessioni teologiche o filosofiche sulla situazione dell’umanità e del mondo possono suonare come un messaggio ripetitivo e vuoto, se non si presentano nuovamente a partire da un confronto con il contesto attuale, in ciò che ha di inedito per la storia dell’umanità…». Laudato sii 17.

Don Domenico Repice 


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