Cyberbullismo, Censis: ‘scuole in allerta ma famiglie minimizzano’

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Il fenomeno del cyberbullismo è sempre più diffuso tra i più giovani. Lo conferma la ricerca “Verso un uso consapevole dei media digitali” realizzata dal Censis in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni e presentata ieri a Roma presso la Scuola superiore di Polizia.

Secondo i dati raccolti finora, il 77% dei presidi delle scuole italiane medie e superiori ha affermato che internet è l’ambiente dove avvengono più frequentemente i fenomeni di bullismo. In particolare, il 52% dei presidi dichiara di aver gestito personalmente episodi di cyberbullismo, il 10% casi di sexting (l’invio con il telefonino di foto o video sessualmente espliciti) e il 3% casi di adescamento online. L’81% dei dirigenti scolastici ritiene inoltre che “i genitori tendono a minimizzare il problema, ritenendo il bullismo digitale poco più che uno scherzo tra ragazzi”. Anzi, sarebbe proprio, secondo il 93% dei presidi, l’esempio dei genitori a influenzare il comportamento dei cyberbulli.

Di fronte al fenomeno dilagante, alcune scuole (39%) hanno già messo a punto azioni specifiche contro il cyberbullismo come previsto dal Ministero dell’istruzione. Il 63% degli istituti ha dichiarato, invece, di farlo nel corso di questo anno scolastico. Ma nel concreto, soltanto il 10% delle scuole ha un vero e proprio programma di monitoraggio attraverso questionari rivolti a studenti e genitori.