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Creato, Papa: “Siamo parte, non padroni, della rete interconnessa della vita”

Scritto da il 1 Settembre 2020

Creato: la salvaguardia della casa comune

Un tempo per ricordare, ritornare, riposare, riparare e rallegrarsi. È il tempo del Creato che inizia oggi, con la Giornata mondiale di preghiera a esso dedicata, e si conclude il 4 ottobre nel ricordo di san Francesco di Assisi. Un periodo in cui, ha ricordato il Santo Padre, «i cristiani rinnovano in tutto il mondo la fede nel Dio creatore e si uniscono in modo speciale nella preghiera e nell’azione per la salvaguardia della casa comune».

Tema del 2020, proprio nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario del Giorno della Terra, è “Giubileo per la Terra”, una condizione di grazia «per fare memoria della vocazione originaria della creato ad essere e prosperare come comunità d’amore».

Creato: il Giubileo della Terra

Giubileo significa dunque ricordare che «tutto è in relazione, e che la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri» (LS, 70) e, ancora, tornare indietro. «Abbiamo spezzato i legami che ci univano al Creatore, agli altri esseri umani e al resto del creato. Abbiamo bisogno – questo l’invito di Papa Francesco nel Messaggio in occasione della Giornata mondiale per la preghiera della cura del Creato – di risanare queste relazioni danneggiate, che sono essenziali per sostenere noi stessi e l’intero tessuto della vita».

Ma non solo. «Abbiamo bisogno di ritornare, inoltre, ad ascoltare la Terra, indicata nella Scrittura come adamah, luogo dal quale l’uomo, Adam, è stato tratto. Oggi la voce del Creato ci esorta, allarmata, a ritornare al giusto posto nell’ordine naturale, a ricordare che siamo parte, non padroni, della rete interconnessa della vita».

 

Creato: pandemia, tempo per riparare l’armonia

Il Giubileo è inoltre, ricorda Francesco, un tempo per riparare. Un’ occasione per ripristinare l’armonia originaria della creazione e per risanare rapporti umani compromessi. «L’attuale pandemia ci ha portati in qualche modo a riscoprire stili di vita più semplici e sostenibili. La crisi, in un creato, foresta certo senso, ci ha dato la possibilità di sviluppare nuovi modi di vivere. È stato possibile constatare come la Terra riesca a recuperare se le permettiamo di riposare: l’aria è diventata più pulita, le acque più trasparenti, le specie animali sono ritornate in molti luoghi dai quali erano scomparse.

La pandemia ci ha condotti a un bivio. Dobbiamo sfruttare questo momento decisivo per porre termine ad attività e finalità superflue e distruttive, e coltivare valori, legami e progetti generativi».

È dunque necessario, fa presente il Papa, non solo ristabilire relazioni sociali eque, restituendo a ciascuno la propria libertà e i propri beni, e condonando i debiti altrui ma anche riparare la terra. «Il ripristino di un equilibrio climatico è di estrema importanza, dal momento che ci troviamo nel mezzo di un’emergenza».

Creato: “Giubileo è evento gioioso”

Il Giubileo è, poi, sopratutto un momento per rallegrarsi. «Nella tradizione biblica, il Giubileo rappresenta un evento gioioso, inaugurato da un suono di tromba che risuona per tutta la terra. Sappiamo che il grido della Terra e dei poveri è divenuto, negli scorsi anni, persino più rumoroso. Al contempo, siamo testimoni di come lo Spirito Santo stia ispirando ovunque individui e comunità a unirsi per ricostruire

diocesi di roma, papa

la casa comune e difendere i più vulnerabili.

Assistiamo al graduale emergere di una grande mobilitazione di persone, che dal basso e dalle periferie si stanno generosamente adoperando per la protezione della terra e dei poveri. Dà gioia vedere tanti giovani e comunità, in particolare indigene, in prima linea nel rispondere alla crisi ecologica. Stanno facendo appello per un Giubileo della Terra e per un nuovo inizio, nella consapevolezza che “le cose possono cambiare”(LS, 13)».

Il messaggio integrale del Santo Padre 


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