Cultura Rom. Corso di Caritas Roma per formare i volontari

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Cultura Rom e inclusione sociale. Iscrizioni aperte fino al 5 febbraio per il corso di formazione per volontari

Ritorna per il secondo anno consecutivo il corso di formazione, rivolto a volontari dei Centri di Ascolto Parrocchiali, operatori dei Centri di Orientamento al Lavoro, assistenti sociali inseriti nei servizi territoriali e studenti in Servizio Sociale, promosso da Caritas Roma in collaborazione con  la Facoltà di “Servizio sociale” dell’Università La Sapienza.

Il corso

Il corso, le cui iscrizioni si sono aperte lo scorso 10 gennaio e si chiuderanno lunedì 5 febbraio, mira ad evidenziare e comprendere quali sono le buone pratiche che si possono mettere in atto e le metodologie più efficaci per una inclusione sociale. A promuovere il corso l’Area Rom e Sinti della Caritas diocesana, che, dopo il successo dello scorso anno, ripropone il percorso aperto a coloro che già lavorano con le comunità Rom sul territorio della città di Roma.

«In 25anni di lavoro -, ci spiega Fulvia Motta responsabile dell’Area Rom e Sinti di Caritas Roma – abbiamo delineato una serie di metodologie di lavoro che nel tempo sono risultate efficaci e per questo abbiamo sentito l’esigenza di trasmetterle a coloro che sono in prima fila e che tutti i giorni lavorano con i Rom».

Una condivisione di buone pratiche tesa a creare maggiore rete, non solo tra diversi attori istituzionali, ma prima di tutto con chi è preposto anche alla loro inclusione sociale, «non crediamo che vadano fatti servizi specifici per i Rom, che continuerebbero a ghettizzarli e separarli dagli altri, ma neppure considerare strategie specifiche, perché la vera svolta per i Rom avverrà quando verranno inclusi a pieno titolo nei percorsi di sostegno, assistenza e inclusione che vengono presi come per tutte le altre persone fragili».

La conoscenza di una cultura

Una cultura, quella del popolo Rom, che affonda le radici nella storia. Proprio secondo ricerche storiche, tra le caratteristiche di questo popolo, originario dell’India del nord, è quella del nomadismo.

«Ci vuole la conoscenza di una struttura sociale e culturale -, sottolinea la Motta, che da anni lavora con questo popolo – e una coscienza dei luoghi comuni che tendono, che spesso tendono a separare il nostro modo di vivere da questi minoritari, portatori di una cultura specifica».

Rom Atelier

Un percorso di inclusione che passa anche da esempi virtuosi come l’esperienza di Rom Atelier, ovvero il progetto che Caritas di Roma, con il sostegno del Vicariato di Roma, porta avanti da alcuni anni, al fine di trasmettere l’insegnamento della sartoria a giovani donne di etnia Rom.

«È un laboratorio privilegiato dove noi ci permettiamo di osservare, approfondire e perfezionare -, prosegue la responsabile dell’Area Rom e Sinti di Caritas Roma – ed in questi anni abbiamo lavorato con molte donne, fornendo loro una opportunità. Ma quello che per noi è importante è vedere come il successo del progetto non è tanto per quelle donne che abbiamo seguito ed è stato fondamentale per loro, ma nel fatto che ha una possibilità di moltiplicazione molto efficace e produttiva e con facilità sta dando frutti anche in altre situazioni».

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