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Corsa di Miguel: lo sport, “uno straordinario professore di storia”

Scritto da il 9 Gennaio 2020

Corsa di Miguel: il 19 gennaio la 21ª edizione

«Per te atleta che disprezzi la guerra e sogni la pace». È l’ultimo verso della poesia scritta dal giovane podista argentino Miguel Sànchez in occasione della Corrida di San Silvestro il 31 dicembre 1977. Di lì a pochi giorni la sua corsa si sarebbe arrestata per sempre. Proprio il 9 gennaio di 42 anni fa Miguel veniva portato via dalla sua casa a Buenos Aires da un

corsa di miguel

Miguel Benancio Sànchez

commando paramilitare, diventando uno dei quasi 30.000 desaparecidos vittime della dittatura.

Esattamente 22 anni dopo, il 9 gennaio del 2000, si disputa a Roma la prima corsa dedicata al poeta podista. A riportare l’atleta argentino per le strade del mondo il giornalista italiano della Gazzetta dello Sport, Valerio Piccioni.

Valerio Piccioni: «Sono stato calamitato dalla sua storia»

«La Corsa di Miguel  – racconta il giornalista ai microfoni di Radiopiù Roma – è nata da un viaggio che ho compiuto in Argentina per un convegno su globalizzazione e sport. Io sono sempre stato incuriosito dal mondo dello sport anche dal punto di vista editoriale e letterario e quindi gli occhi sono caduti su un libro che si chiamava “Il terrore e la gloria”. Era la storia del campionato del mondo di calcio del 1978 vista però dagli occhi delle famiglie che avevano i loro cari, mariti, figli, sorelle, fratelli, desaperecidos proprio in quel momento dei mondiali.

In questa carrellata di storie c’era anche quella di Miguel Sànchez, podista, poeta, grande cantore della bellezza del correre. Sono stato calamitato dalla sua storia, dalle sue poesie. Ho cominciato a cercare i fratelli e le sorelle ed è nata l’idea di fare la cosa che forse a Miguel piaceva di più: cioè correre e far correre in suo nome.

Così è nata la Corsa di Miguel che ha raggiunto la sua ventesima edizione l’anno scorso e adesso tocca i 20 anni, il 19 gennaio allo stadio Olimpico di Roma».

Corsa di Miguel: «Non basta essere antirazzisti»

Quindi domenica 19 da piazzale della Farnesina si correrà fino ad arrivare allo Stadio Olimpico. Insomma, l’appuntamento è divenuto ormai storico…

«Nel disordine generale del mondo, dove certe volte di svegli la mattina invaso da emozioni, sensazioni, percezioni e fatichi a cercare dei punti di riferimento, quelle parole così semplici, così tenere, così ingenue di Miguel, il modo in cui raccontava le sue corse, anche corsa di miguel l’ultima la corrida di San Silvestro quando definiva una salita il suo boia…ecco, tutto questo ci rimane dentro. Ci sta nel cuore».

«Quindi io credo che il significato della storia di Miguel è l’idea che lo sport sia una straordinaria occasione per conoscersi tra le persone, persone lontanissime anche decine di migliaia di chilometri o magari anche persone molto lontane proprio culturalmente ma che possono ritrovarsi a parlare lo stesso linguaggio».

«È per questo che la Corsa di Miguel è tanto presente nelle scuole, non solo di Roma e del Lazio, ma anche di tutta Italia». Ci fa «capire quanto lo sport possa essere uno straordinario professore di storia».

«Tutto questo ha un po’ irrobustito la Corsa di Miguel. Non c’è solo quella di 10 km (competitiva e non), ma c’è anche una manifestazione gemella: la Strantirazzismo (non competitiva di 3 km), che dice tutto nel suo nome. Non basta essere antirazzisti. Vogliamo essere strantirazzisti. Vogliamo fare di tutto e di più, il possibile e l’impossibile perché questa bestia si fermi e non avveleni più il nostro mondo e il nostro sport».

La Corsa di Miguel è di tutti

Anche quest’anno, la Corsa di Miguel si fa portavoce di determinati valori …

Importante, racconta ancora Piccioni, è «la presenza delle joelette, cioè mezzi tecnologicamente avanzati che consentono ad alcuni podisti che non hanno la possibilità di

corsa di miguel

Dalla pagina Facebook “La Corsa di Miguel”

camminare, correre, di sedere, essere trasportati da un gruppo di podisti che costituiscono un vero e proprio corteo attorno a queste persone consentendo loro di vivere l’atmosfera proprio nella pancia della corsa. Quest’anno questi cortei, piccoli e grandi, saranno addirittura 20.

La Corsa di Miguel non è di nessuno ma di tutti. Nel senso che è un grande contenitore di iniziative. Si trovano in questa stessa giornata, persone, atleti che vanno fortissimo (tra l’altro c’è il ritorno di una grande atleta come Veronica Inglese) ma anche gente che può camminare tranquillamente e non sentirsi sola anche se va a 5km l’ora».

Tutte le informazioni sul sito www.lacorsadimiguel.it.

Ascolta l’intervista a Valerio Piccioni nell’edizione odierna di Radiopiù Sport:


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