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Coronavirus: accesso fedeli alle celebrazioni. Cei al lavoro per la fase 2

Scritto da il 17 Aprile 2020

Coronavirus, fase 2: verso un accesso meno condizionato alle celebrazioni liturgiche

Mancano due settimane alla cosiddetta fase 2 in cui dovrebbe essere consentita una parziale apertura delle attività dopo le limitazioni adottate negli ultimi due mesi a seguito l’emergenza coronavirus.

Anche la Cei sta lavorando con le istituzioni governative per definire un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni liturgiche per i fedeli. Intanto restano valide fino al 3 maggio le restrizioni già in vigore. In linea gli Orientamenti condivisi lo scorso 25 marzo, non è prevista la chiusura delle chiese e, per un «minimo di dignità alla celebrazione, accanto al celebrante» è assicurata la partecipazione «di un diacono, di chi serve all’altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione».

coronavirus, chiesa, pregare La Nota del Ministero dell’Interno del 27 marzo ribadisce inoltre che «le celebrazioni liturgiche senza il concorso dei fedeli e limitate ai soli celebranti e agli accoliti necessari per l’officiatura del rito non rientrano nel divieto normativo».

Coronavirus: Ci si può spostare per andare in chiesa o negli altri luoghi di culto?

Quanto alla possibilità per il fedele di recarsi in chiesa per un momento di preghiera personale, la Cei rimanda alla risposta pubblicata lo scorso 15 aprile sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione.

Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto  – si legge ancora – in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose».

 


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