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Coronavirus, Messe ancora senza popolo. La Cei disapprova

Scritto da il 26 Aprile 2020

Coronavirus: fase due. La risposta della Cei al nuovo DPCM

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, contenente le misure da adottare nella cosiddetta fase due per far fronte all’emergenza coronavirus, apre ai funerali (da celebrare possibilmente all’aperto e con non più di 15 persone, inclusi i parenti stretti) ma non alle Messe con il popolo.

coronavirus, preghieraPronta la risposta della Cei dopo la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte.

«“Sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto”. Le parole del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nell’intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire – scrivono i vescovi in un comunicato – arrivavano dopo un’interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della CEI, il Ministero e la stessa Presidenza del Consiglio.

Un’interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria. Un’interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale».

 

Coronavirus: Cei, Chiesa chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana

«Ora,  – si legge sempre nella nota – dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.

Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia.

I Vescovi italiani  – si chiude così il comunicato – non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale».

La replica di Palazzo Chigi

«La presidenza del Consiglio  –  rende noto l’agenzia stampa Adnkronos – prende atto della comunicazione della Cei e conferma quanto già anticipato in conferenza stampa dal presidente Conte. Già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza».

 

 

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