bambini e mamma

Come bambini

Ad una persona disperata che mi chiedeva di aiutarla nella disgrazia, suggerii di ringraziare Dio per la grazia che sta ottenendo. E, se al momento le mie parole le erano sembrate dure e assurde, più tardi si rese conto che la grazia era stata proprio quella di essersi maggiormente avvicinata a Dio. È il gioco della mamma col suo bambino che non vuole starle vicino: gli procura direttamente o indirettamente delle paure che hanno come effetto positivo di farlo tornare dalla mamma e stare più vicino a lei. Allora cogli che ogni genere di “paura” è solo amore di Dio per te.

Ad un’altra persona che mi chiedeva esorcismi o consigli per combattere il demonio, risposi che non occorre perdere tempo a far battaglie contro il demonio, ma intensificare quella cristiana fiducia in Gesù che ti dice: non temere; io sono con te; io ho vinto il mondo; se io sono con voi, chi sarà contro di voi?

Il bambino che incontra un leone, o una bestia feroce, ovviamente non si ferma combattere contro il leone o contro un serpente; ma naturalmente corre dalla mamma. E quando è in braccio alla mamma, se ne ride del leone; deride il serpente.

La mamma fa parte del bambino e il bambino fa parte della mamma, tanto che il piccolo quando deve fare qualcosa, non pensa di chiedere aiuto alla mamma; va dove deve andare, fa ciò che gli è stato chiesto di fare, contando spontaneamente, con tutta sicurezza, sulle capacità della mamma che ritiene sue e quindi naturalmente disponibili.

Il bambino sa che qualunque cosa la mamma gli chieda, per risposta deve solo il suo “sì”: su quel “sì” piove tutta la mamma. Quando racconta a qualcuno quello che ha fatto a un anno, o a due anni, o a tre, dice semplicemente: ho scalato la Marmolada, ho attraversato il lago in burrasca; sono andato a Parigi con la roulotte; tutti i giorni sono andato a trovare la nonna…ecc.; senza neppure pensare di dover dire che tutto ha fatto la mamma, o meglio, tutto ha fatto con la mamma; ma vive con la totale consapevolezza sua e di chi ascolta che senza la mamma non solo non avrebbe fatto niente; ma neppure potuto pensare di fare qualcosa.

Alla sera il bambino s’addormenta solo se ha accanto la mamma; dorme e continua a dormire e a sognare nella certezza che con lui dorme la mamma. Sono traumi, spaventi, se al mattino, al risveglio, non vede subito, accanto, la mamma. È la raccomandazione di Gesù agli adulti: “Convertirsi e diventare come bambini” –  ”Senza di me non potete far nulla.”

Nella debolezza del bambino si rivela la capacità della mamma; nella debolezza dell’uomo viene manifestata l’onnipotenza di Dio. La fiducia in Dio riempie l’uomo di Dio; la presenza di Dio nella debolezza, è la vita dell’uomo. Il bambino è la gloria della mamma. L’uomo vivente è la gloria di Dio.

Padre Andrea Panont

(da www.zenit.org)

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