Il clero romano incontra Papa Francesco

Papa clero romano 2018-minCome di consueto, oggi, giovedì dopo le Ceneri, Papa Francesco ha incontrato il clero romano nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il Santo Padre ha esordito rispondendo ad alcune domande raccolte in precedenza dai sacerdoti.

Come si passa dall’innamoramento all’amore nella vita sacerdotale?” ha chiesto al Pontefice un giovane consacrato. “Come vengono coinvolti i limiti, i desideri, le aspirazioni?“. “Guardare troppo le circostanze non lascia crescere”, ha detto Papa Francesco. “È una trappola”, senza via di uscita. Si deve, al contrario, cercare il proprio stile sacerdotale, la propria personalità. La “propria carta d’identità”, con l’impronta personale, con le motivazioni che spingono a “vivere in pace e in fervore”. “Il tuo sacerdozio è unico” ha sottolineato Francesco. “Le circostanze chiudono l’uscita”. 

È poi necessario discernere tra i limiti. E per questo c’è bisogno, non solo della confessione e del perdono dei peccati, ma anche del confronto. Di una guida, un uomo saggio, un padre spirituale, “figura ecclesiale”, ha spiegato il Santo Padre, “che aiuta nel discernimento dei propri limiti e delle proprie debolezze”.  Da qui l’importanza della fraternità sacerdotale: “Il sacerdote è celibe, un uomo solo, ma non può vivere solo, senza un compagno di cammino, un uomo che lo aiuti nel confronto e nel dialogo”.

Il tempo della fecondità

Come prepararsi, invece, ad affrontare la tappa della mezza età, tra i 40 e i 50 anni? Si chiede ancora un altro sacerdote. “Ci vuole una seconda chiamata”, ha sottolineato il Pontefice, citando padre René Voillaume. Come quella ricevuta da Pietro. È necessaria una forte trasformazione. E per viverla c’è bisogno di aiuto. Anche in questo caso, quindi, ha fatto presente il Pontefice, “è pericoloso andare avanti da solo. Serve una guida per il discernimento”.

Dunque quello di mezza età “è un momento aspro, ma liberatorio”. E il tempo della vita che rimane è il tempo dei “figli”. È il tempo della crescita, del miglioramento, della “fecondità”, della potatura, ha detto Papa Francesco rivolgendosi al clero romano.

Per quanto riguarda invece l’ultima tappa della vita sacerdotale, il Papa invita a non soffermarsi su quanto non si riesce più a fare, sul fatto che non si è passo con i tempi, con la tecnologia ecc… ma a valorizzare quanto si sa ancora fare, ossia ciò che serve maggiormente alla gente, un sorriso, l’amabilità, la stabilità, la capacità di perdono, alla maniera del Padre misericordioso.

“Non avere paura della realtà”

Come discernere, infine, i segni del tempo? “Non avere paura della realtà perché nasconde sempre qualcosa di sublime. La realtà è più grande delle idee”. Questo l’invito di Papa Francesco al clero romano. Prendere, cioè, ciò che c’è di buono per aiutare gli altri.

Non cadere nelle circostanze, andate al nocciolo” ha detto in particolare ai più giovani.  “Non perdersi nelle ragazzate”, questa la raccomandazione ai meno giovani. “Dialogare nel mondo di oggi. Discernere tra i segni del tempo quelli che vengono dallo Spirito” è il messaggio che, invece, Francesco ha lasciato a tutti.

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