Chiese di Ostia, le lettera al Comune

“Il Comune di Roma non finanzia da più di un anno né la mensa (che fornisce più di 200 pasti ogni giorno), né il centro di ascolto, né il dormitorio (che ospita circa 60 persone)”.  È la denuncia dei parroci di otto chiese di Ostia: Sant’Agostino, Santa Monica, Sant’Aurea, San Nicola di Bari, Santa Maria Regina Pacis, Santa Maria Stella Maris, Nostra Signora di Bonaria, San Vincenzo de’ Paoli. 

Nella lettera al Campidoglio, di cui sono pubblicati alcuni stralci sul sito della Caritas di Roma, si precisa che “il motivo ufficiale è che i locali della ex Colonia Marina ‘Vittorio Emanuele’ (di proprietà del Comune) non sono a norma per permettere una gara di aggiudicazione di un qualsiasi servizio e quindi la Caritas diocesana non può partecipare ad alcun bando di concorso per avere dei contributi di aiuto”.

Ma il Comune, spiegano i parroci delle otto chiese di Ostia, finora non ha offerto alcuna alternativa pubblica valida nonostante si tratti di un servizio sociale in cui la Caritas fornisce solo supplenza a servizi sociali che dovrebbe essere a carico della Pubblica amministrazione”.

“È giusto che tutti siano messi al corrente”

Le lettere, già affisse nelle chiese di Ostia, saranno distribuite ai fedeli domenica 11 febbraio. “È  giusto che tutti siano messi al corrente della cosa”, scrivono ancora i parroci, soprattutto dopo “tanti mesi di inutili tentativi di trovare una soluzione accettabile e vista l’apparente e continua indifferenza dell’amministrazione comunale per le estreme povertà del territorio”.

A garantire, infatti, finora il funzionamento dei centri (che richiede circa 20mila euro al mese) la Chiesa di Roma anche attraverso l’aiuto delle parrocchie e dei volontari. Non si sa, però, fino a quando la spesa potrà essere sostenuta. Il rischio, fanno ancora presenti i parroci, è che i servizi possano chiudere “con gravi ripercussioni per le urgenze del territorio ostiense, già così disagiato da anni”.

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