Traccia corrente

Titolo

Artista

Show attuale

Lodi

06:05 06:31

Show attuale

Lodi

06:05 06:31

Background

Chiesa e salute: nasce “L’infermiere di Parrocchia”

Scritto da il 30 Luglio 2019

Chiesa e salute: firmato l’accordo tra Cei e l’Asl Roma 1

Chiesa e salute – «Li abbiamo chiamati gli irraggiunti. Sono tutti coloro che non entrano in contatto con il servizio sanitario nazionale nonostante abbiano diritto a ricevere determinate prestazioni».

Sarà dedicato principalmente a loro, racconta a Radiopiù don Massimo Angelelli, chiesa e salute, infermiere di parrocchiadirettore dell‘Ufficio per la pastorale della salute della Cei, il neonato progetto dell’“infermiere di Parrocchia” in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale Roma 1.

Un’iniziativa che vuole «combattere realisticamente la cultura dello scarto, che si genera anche in ambito sanitario», valorizzando il ruolo delle parrocchie nel processo di costruzione
della rete assistenziale di protezione socio-sanitaria di prossimità e, allo stesso
tempo, contribuendo alla realizzazione del modello di infermiere di comunità.

Chiesa e salute: “L’infermiere di Parrocchia”

«L’idea nasce da un’analisi del cambiamento del modello sanitario – osserva don Massimo Angelelli. –  Le strutture sanitarie vengono ridotte in numero, vengono chiusi molti presidi locali in ottica di risparmio. I giorni di degenza sono sempre minori. Arriviamo, veniamo curati nel minor tempo possibile e poi veniamo rispediti a domicilio. Quindi, di fatto, i luoghi in cui affrontiamo la malattia, la sofferenza, stanno tornando a essere le case».

Proprio in questi contesti, spesso, accade che si creino «delle nuove sacche di povertà sanitaria perché le persone non hanno una rete parentale di supporto». Da qui la necessità di «una figura che faciliti l’accesso ai servizi sanitari da parte di quelle fasce sociali un po’ più sole ed emarginate».

Un lavoro di coordinamento

Fondamentale sarà la collaborazione con la Parrocchia la quale «ha una rete sociale forte di chiesa e salute, infermiere di parrocchiaconoscenza del territorio. Pensiamo ai ministri straordinari della comunione che vanno a visitare i malati, al volontariato, ai movimenti, alle associazioni.

Tutte queste realtà – spiega il direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute –  raccoglieranno le istanze, le richieste, da parte delle famiglie che sono in difficoltà e periodicamente, una o due volte a settimana, si incontreranno con un infermiere di comunità inviato dalla Asl in Parrocchia.

«Quindi è un lavoro di coordinamento. La forza della Parrocchia sarà quella di andare a intercettare sul territorio anche quelle sacche nascoste di necessità che non emergono immediatamente». L’ infermiere, che non offre un servizio sanitario aggiuntivo o sostitutivo del servizio sanitario pubblico in parrocchia, ha il compito, invece, «di ascoltare e raccogliere tutte le istanze e attivare i servizi e le soluzioni possibili».

Chiesa e salute: l’iniziativa anche nella Diocesi di Roma

Il progetto, che ha valenza nazionale, verrà attivato in via sperimentale in tre aree: in Piemonte (Diocesi di Alba), in Basilicata (Diocesi di Tricarico) e nel Lazio (Diocesi di Roma).

In particolare, nella Diocesi di Roma, «saranno attivati i servizi in diverse aree, sicuramente alcune periferiche, ma altre un po’ più centrali.

chiesa e salute, infermiere di parrocchiaCi sono delle sacche di povertà – sottolinea Angelelli – veramente trasparenti, nascoste, che non riusciamo a individuare. Molto spesso sono coinvolti dei cittadini che, nonostante non vivano «alle estreme fasce della povertà e riescano ad arrivare alla fine del mese con la pensione», rischiano di affrontare delle difficoltà «se, nel momento in cui incontrano la malattia, non hanno una rete sociale di sostentamento, una rete di protezione.

Vogliamo dunque intercettare quelle persone sole che potrebbero curarsi ma non hanno nessuno che possa accompagnarle alla rete del servizio».

L’avvio del progetto

Il progetto, nelle prime tre aree, partirà a settembre 2019. «Orientativamente avrà durata di 5 anni. Nei primi 6-8 mesi ci sarà la fase di sperimentazione, per poi aprirlo a tutto il territorio nazionale.

Verrà costituito a livello nazionale un gruppo di coordinamento tecnico per monitorare lo svolgimento del processo e poi una Consulta Nazionale presso la Cei che valuti e quantifichi in qualche modo la validità del progetto per poi riproporlo su scala nazionale nei prossimi mesi».

Ascolta l’intervista a don Massimo Angellelli:

 

Leggi anche:

Anziani soli: parrocchie aperte d’estate nei “Quartieri Solidali”

San Martino I Papa, una tonnellata di generosità – Intervista al parroco


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *



Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito Web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito Web e non possono essere disattivati nei nostri sistemi.

Per utilizzare questo sito web usiamo i seguenti cookie tecnici necessari: %s.
  • wordpress_test_cookie
  • wordpress_logged_in_
  • wordpress_sec

Per motivi di perfomance, utilizziamo Cloudflare come rete CDN. Questo salva un cookie "__cfduid" per applicare le impostazioni di sicurezza per ogni client. Questo cookie è strettamente necessario per le funzionalità di sicurezza di Cloudflare e non può essere disattivato.
  • __cfduid

Utilizziamo Quform Plugin per tutti i moduli di contatto sul nostro sito web. Questo memorizza un token di sicurezza.
  • quform

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi
REPLACE_WITH_VARVY_SCRIPT