Chiara Corbella Petrillo, al via la causa di beatificazione

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Chiara Corbella Petrillo verso la beatificazione

“Laica e madre di famiglia”, “sposa e madre di grande fede in Dio”. È così che lo scorso 2 luglio il cardinale vicario del Papa per la Diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis, ha descritto Chiara Corbella Petrillo nell’editto in cui si annuncia l’eventuale l’apertura della causa di beatificazione della giovane romana morta nel 2008.

È così che la ricordano anche parenti e amici che in questi mesi hanno raccolto opere stampate, manoscritti, diari, lettere e ogni altra scrittura privata di Chiara. Come una santa già durante la vita terrena, che senza remore ha detto il suo “Eccomi” al Signore.

Il 21 settembre la data ufficiale

diocesi di roma, san giovanni in lateranoIl 21 settembre prossimo si aprirà, dunque, ufficialmente la sua causa di beatificazione e canonizzazione. La cerimonia, presieduta alle ore 12 dal cardinale vicario, non si terrà, come di consueto, nell’Aula della Conciliazione, ma nella basilica di San Giovanni in Laterano per consentire la partecipazione a quante più persone possibili.

Una data non certo casuale. La giovane Chiara, proprio quel giorno avrebbe festeggiato dieci anni di matrimonio con suo marito Enrico, quell’ uomo conosciuto a Medjugorje sei anni prima e che diventerà padre dei suoi tre figli: Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, morti a poche ore dalla nascita, e Federico.

Chiara, emblema di mamma e di vita

Durante la terza gravidanza a Chiara fu diagnosticato un tumore. Le eventuali cure, ricorda ancora monsignor De Donatis nell’editto, “avrebbero avuto conseguenze mortali sul bambino che portava in grembo, ma l’attesa ne avrebbe compromesso l’efficacia”. Ma la giovane non ebbe dubbi: decise di portare a compimento la gravidanza. “La sua oblazione – scriveva ancora il cardinale lo scorso 2 luglio – rimane come faro di luce della speranza, testimonianza della fede in Dio, Autore della vita, esempio dell’amore più grande della paura e della morte”. 

Dunque Chiara, donando la sua vita, diventa l’emblema della mamma, che infonde coraggio e dice ai suoi figli di non temere, e della vita stessa che genera continuamente nuovi frutti, anche dopo le grandi sofferenze. “Sai, amore mio”, scrive Enrico Petrillo, marito di Chiara, nella prefazione al libro “Siamo nati e non moriremo mai più” di Simone Troisi e Cristiana Paccini, “il nostro amore continua a generare figli. Ne abbiamo così tanti che non riesco a ricordarne i nomi. Sono figli non nella carne ma sempre figli, nel Signore”.