Cheaib. Siamo fatti per la luce

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Siamo fatti per la luce e non dobbiamo confondere il dito che punta con il nostro fine. Questa la morale di questa puntata del Nascondiglio della Gioia a cura del teologo Robert Cheaib, che racconta la storia della “Farfalla e il lampione”.

 

Le storie piacciono a tutti, per questo anche questa volta torno a leggervi una storia del mio libro “Il Nascondiglio della Gioia”. Anche questa volta non commenterò subito la storia, ma la lascerò a voi, lasciandola interagire con la vostra interiorità e approfondiremo nella prossima puntata.

Ascolta la dodicesima puntata del Nascondiglio della Gioia andata in onda martedì 5 febbraio.

La farfalla e il lampione

“Perché abbiamo le ali mamma?”, chiese la farfalla Lucilla alla madre.

“Per volare, figlia mia”.

“Volare verso dove?”

“Verso i lampioni, amore mio”.

“E cosa succede quando arriviamo ai lampioni?”

“Ci bruciamo le ali”.

“E poi?”

“Poi non riusciamo più a volare”.

“Non è possibile mamma! Non possiamo aver ricevuto in dono delle ali così belle per essere bruciate dai lampioni e perché allora le farfalle continuano a volare verso i lampioni?”

La mamma avendo fatto lo stesso ragionamento in gioventù sull’assurdità dell’esistenza ed essendosi arresa al fatalismo, non volle rispondere solo a parole. Lo riteneva vano.

Preferì portare la figlioletta nella piazza del paese al chiaro di luna, per farle vedere da sé il destino delle farfalle.

Così, la sera, le due videro tante falene e altre insetti volare intorno al lampione e la cosa più triste era che i più audaci, quelli che avevano il coraggio di toccare il lampione si bruciacchiavano, cadevano per terra e non riuscivano più a volare.

“Vedi, figlioletta”, si rivolse la mamma malinconica verso Lucilla, “questo è il nostro destino, un istinto forte dentro di noi ci porta a desiderare la luce dei lampioni, ma i lampioni non ci amano quanto noi amiamo loro. Noi bruciamo di desiderio per loro e loro bruciano noi e i nostri desideri”.

Mentre sentiva la riflessione della mamma, la tristezza iniziò a calare sul viso di Lucilla, ma gli occhi rimasero fissi sullo spettacolo drammatico, almeno così sembrava.

Quegli occhi videro qualcosa oltre il lampione, videro la luna e così Lucilla capì in un lampo perché le falene volavano verso i lampioni.

“Mamma, mamma, ho capito!”, gridò Lucilla improvvisamente.

“Cosa!”, chiese la mamma un po’ infastidita dall’enfasi della figlia che le sembrò inopportuna.

“Mamma non siamo fatti per i lampioni, ma siamo fatti per la luce! La luna che intravedo dietro il lampione me l’ha rivelato. I lampioni ci ricordano che le nostre ali e i nostri cuori, i nostri occhi sono fatti per la luce, ma non dobbiamo confondere il dito che punta con il nostro fine. Andiamo mamma, voliamo!”