Cheaib. Piccoli passi possibili, il giusto ritmo per camminare con gioia

0

Piccoli passi possibili, solo prendendo il giusto metro di misura per affrontare i desideri che sentiamo nel cuore, possiamo giungere all’infinito.

La storia della farfalla e quella delle aspirazioni all’infinito potrebbero farti venire le vertigini delle altezze, perché potresti chiederti: “va bene, ho desideri di infinito ma questi desideri sono irrealizzabili, irraggiungibili, come e da dove posso cominciare”?

Oggi vorrei parlarti dell’arte dei piccoli passi possibili. Per arrivare alla sommità della nostra esistenza umana, non possiamo partire dall’infinito ma dal finito, dalle piccole cose di ogni giorno. Perché chiedere troppo a se stessi è sfinirsi, mentre chiedere troppo poco, è svilirsi. L’amore quindi sa trovare equilibrio, il discernimento è saper trovare un equilibrio.

Ascolta l’intera puntata del Nascondiglio della Gioia andata in onda martedì 19 febbraio.

Qual è il trucco? Quello di prefissarsi traguardi adeguati, né troppo alti, non per farci venire la nausea, né troppo bassi per non farci venire la noia.

Cammina con gioia chi trova un sano ritmo per camminare.

Fissato un traguardo bisogna chiudere gli occhi sugli altri obiettivi, è necessario focalizzarsi finché non si è arrivati lì, sapendo che solo quando si è arrivati lì è possibile incamminarsi per vederci più chiaro ed incamminarsi con il cuore e con il corpo verso la prossima tappa.

La gioia, si trova nel sapiente equilibrio nel “esigere da sé” e “accogliere la propria fragilità”. Discerniamo allora con onestà e preghiera le nostre possibilità e vediamo a che punto siamo nel nostro rapporto di amore con il Signore.

Facciamo le nostre autovalutazioni con il metro di misura proposto dalla beata Camilla Battista da Varano. Lei scriveva: “cammina, corri, vola, nella via di Dio. I virtuosi camminano, i sapienti corrono, gli innamorati volano. Se puoi correre, non camminare. Se puoi volare, non correre, perché il tempo è breve”.

La storia di un’aquila in un pollaio.

A proposito di volare, vorrei chiudere questa puntata con una breve storia.

Un contadino uno volta trovò un uovo di aquila e decise di portarlo nel suo pollaio. Messo con le altre uova sotto la chioccia, l’uovo si schiuse normalmente e l’aquilotto si trovò a vivere con tanti pulcini, pensando di essere uno di loro. L’istinto lo spingeva a fare ogni tanto gesti che i fratellini non facevano, come stendere le ali, ma vedendo che a nessun’altro venivano questi strani pensieri si accontentò per molto tempo di fare il pollo. In fondo la sua vita non poteva essere migliore: era in buona compagnia, il mangime era sempre in abbondanza e ogni sera aveva un tetto sicuro sopra la testa. Le cose andarono così fino a quando un giorno vide in cielo un’aquila che planava. Non ebbe bisogno che alcuno gli spiegasse cosa fosse. Quello che vide fu la traduzione migliore della forza che sentiva da sempre nelle sue ali, dei desideri dormienti nel suo cuore. Prese la rincorsa, spiegò le ali e spiccò il volo!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here