Cheaib. L’incontro con Dio avviene aprendosi alla vita

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L’incontro con Dio avviene quando ci apriamo alla vita e usciamo dalla nostra “confort zone”. Questo il messaggio al centro della decima puntata del “Il Nascondiglio della Gioia” a cura del teologo Robert Cheaib.

 

Il castello interiore che tu sei è una cosa importantissima, ma guai se dimentichi che sei anche un castello esteriore. Prendo questa bellissima espressione da Chiara Lubich (fondatrice del Movimento dei Focolari), che completa l’espressione che abbiamo utilizzato la volta precedente di Santa Teresa D’Avila.

Cos’è il castello esteriore? Il castello esteriore indica che la nostra vita non si realizza quando ci ripieghiamo su noi stessi, ma quando ci apriamo agli altri. Se ci ripieghiamo su noi stessi, anche su Dio, non lo incontriamo, incontriamo solo un idolo, mentre Dio vivo e vero ci sfugge, perché? Perché Dio vivo e vero si incontra nella vita reale e non nelle nostre fantasie. Dio si incontra nell’apertura e non nella chiusura. Dio si incontra nella comunione e non nella solitudine, per questo castello interiore e castello esteriore si completano. Vita personale ed interpersonale si sostengono a vicenda.

Ascolta le parole di Cheaib nella decima puntata del “Il Nascondiglio della Gioia” andata in onda martedì 22 gennaio.

La storia del fuggiasco, narrata nelle puntate precedenti e alla quale torno per un’altra volta, ci insegna una grande lezione. Questo ragazzo se non fosse uscito dal suo castello interiore per imparare il linguaggio degli animali, non sarebbe rientrato in maniera riuscita nel suo castello interiore e questo ci insegna una grande lezione: la vita inizia quando finisce la tua confort zone.

La prima condizione per arrivare da qualche parte è decidere di non rimanere dove si è, per cui castello interiore e castello esteriore non si contraddicono ma si completano. Chi vive solo di interiorità è tomba di se stesso, chi vive solo di esteriorità non vive proprio. Il primo implode il secondo esplode. La vera vita avviene nell’esplorazione di se e del mondo, nell’armonizzare interiorità ed esteriorità in modo che uno sia di quello che fa e viva di quello che è.