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“Matteo Ricci”, accoglienza e integrazione nel complesso del “Gesù”

Scritto da il 5 Febbraio 2019

“Matteo Ricci”: accoglienza e integrazione

padre Ripamonti e padre Sosa con il presidente Mattarella

È dedicato al gesuita padre Matteo Ricci, missionario in Cina e mastro di dialogo, il nuovo centro centro di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati  all’interno del complesso monumentale del Gesù, in via degli Astalli. Proprio dove visse padre Pedro Arrupe, fondatore del Servizio dei Gesuiti per i rifugiati, di cui oggi, suo anniversario di morte, si apre in Vicariato la causa diocesana di beatificazione. Inaugurato ieri, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del cardinale vicario Angelo De Donatis, il centro, è costituto da 28 posti letto. Ma non solo. È già in piedi un piano dedicato alle attività di integrazione dei rifugiati: inserimento al lavoro, apprendimento della lingua italiana, attività culturali e ricreative “in cui i giovani possano sperimentare la condivisione e la conoscenza con i giovani italiani”.

“Matteo Ricci”: Donatella Parisi, “Un’altra porta”

A raccontarcelo è Donatella Parisi, responsabile della comunicazione del centro Astalli, sede italiana del servizio dei gesuiti per i rifugiati che opera dal 1980 per accompagnare, servire e difendere i migranti forzati presenti in città.

“Nella sede storica gestiamo da più di 35 anni una mensa, un ambulatorio, e dei servizi di prima accoglienza. Ora abbiamo aperto un’altra porta accanto: quella della mensa ‘Matteo Ricci'”. 

“Matteo Ricci”: Il dono di Papa Francesco

“Roma! Dopo Lampedusa e gli altri luoghi di arrivo, per molte persone la nostra città è la seconda tappa”. Sono le parole pronunciate da Papa Francesco in visita al Centro Astalli nel settembre del 2013.

“Spesso – lo abbiamo sentito – è un viaggio difficile, estenuante, anche violento quello che si è affrontato, penso soprattutto alle donne, alle mamme, che sopportano questo pur di assicurare un futuro ai loro figli e una speranza di vita diversa per se stesse e la famiglia. Roma dovrebbe essere la città che permette di roma ponte mammolo, papa francescoritrovare una dimensione umana, di ricominciare a sorridere“.

La croce di legno

Così, lo stesso Pontefice, in occasione dell’inaugurazione ha regalato al centro una croce in legno di un artista cubano che riproduce in piccolo una croce che aveva donato all’isola di Lampedusa come simbolo di accoglienza. Inoltre Francesco ha voluto sostenere il primo mese di attività del “Matteo Ricci”.

Ma non sono mancati altri contributi privati. Ascolta le parole di Donatalla Parisi:


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