Centro Astalli Roma, la visita del presidente della Cei

centro astalli 300x150 - Centro Astalli Roma, il cardinale Bassetti incontra i rifugiatiSi colloca sulla scia della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato la visita, ieri, del cardinale Gualtiero Bassetti, al Centro Astalli Roma. Dopo aver consumato un pasto caldo con 300 richiedenti asilo, il presidente della Cei ha partecipato all’incontro con i rifugiati nella Chiesa del Gesù.

Ad accompagnarlo padre Camillo Ripamonti. “Non siamo mai in ritardo quando si parla del fenomeno migratorio”, ha detto il presidente del Centro Astalli Roma sottolineando che “Siamo sempre in ritardo nel leggere il libro del mondo, soprattutto questo capitolo. Siamo lenti a farci interrogare da questo fenomeno che il Papa ha declinato su quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Con il loro presente i rifugiati ci ricordano alcune priorità, quali il lavoro, la casa, la salute”.

I racconti dei rifugiati, “brandelli di carne”

Con l’occasione alcuni rifugiati hanno raccontato le loro storie, “brandelli di carne”, come le ha definite Bassetti dopo la visita al Centro Astalli Roma. Il primo, giunto dal Mali, ha detto di essere fuggito dal suo Paese dopo essersi impegnato contro i crimini del governo. Giunto a Palermo, lo scorso 24 dicembre, a bordo di un gommone, spera un giorno di poter far ritorno al suo Paese di origine.

Stesso destino è toccato a un giovane somalo. Fuggito dal terrorismo, ha trovato in Europa diversi amici. “Grazie a loro” – ha detto – ho capito che razzismo e xenofobia si combattono con la conoscenza reciproca”. 

Poi è stata la volta di un profugo afghano. ”Sono di etnia hazara, chi conosce la storia del mio paese sa che noi siamo perseguitati da sempre, da prima che io nascessi”. Fuggito a piedi, è arrivato in Iran dove si è dedicato alla matematica e sociologia. Ha proseguito i suoi studi in Italia. In particolare, a Roma, segue un master di mediazione culturale.

La lingua dell’amore

Udendo i racconti dei rifugiati, il cardinale Bassetti non ha potuto che pensare alla Pentecoste. Il mistero della Pentecoste, ha detto, “ha unito popoli di lingua ed etnia diverse perché seppero parlare la lingua dell’amore’. E non c’è creatura umana che non riesca a capire la ‘lingua dell’amore’”.

“Amate il forestiero, il profugo, il povero” ha detto Dio, ha sottolineato il presidente della Cei. “E invece le paure ci giocano dei brutti scherzi. Le paure generano scarti. Quante vittime generano le nostre paure. […]Ma siamo esseri umani. Non ci dovrebbe essere bisogno di difendersi dagli esseri umani”.