Centro Astalli, il Rapporto 2018

Sono 30.000, di cui 14.000 a Roma, gli utenti del Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia) nel corso del 2017. È quanto emerso dal Rapporto Annuale 2018 presentato ieri al  Teatro Argentina.

In particolare, sono 1.089 le persone accolte nei centri di accoglienza di cui a Roma 255 nei centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati) e 161 nelle comunità di ospitalità.

L’accoglienza a Roma

Nonostante l’aumentata capienza del sistema di accoglienza nazionale, tante le persone che vivono per strada. A Roma, in particolare, si tratta in molti casi di richiedenti asilo che hanno abbandonato i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) delle diverse regioni italiane dove erano stati inizialmente accolti.

migrazioni in italia, migrantiDa marzo 2017, poi, emerge ancora dal Rapporto “con l’entrata in vigore di una delibera comunale che revocava agli enti di tutela abilitati a Roma, tra cui il Centro Astalli, la possibilità di rilasciare il proprio indirizzo a richiedenti asilo e rifugiati per l’iscrizione anagrafica, i percorsi di inclusione risultano di fatto ancora più difficoltosi”.

I volontari e gli studenti 

“Costruire ponti, tutti i giorni” sulla scia di quanto affermato più volte da Papa Francesco. Questo l’obiettivo del Centro Astalli. Un lavoro “che richiede coraggio e tenacia, che condividiamo nelle diverse sedi in cui operiamo (Roma, Palermo, Catania, Trento, Vicenza, Napoli, Milano, Padova) con 687 volontari e con numerosi sostenitori e benefattori.

“Non dobbiamo vergognarci di quanto abbiamo fatto e di quanto facciamo ogni giorno per i nostri fratelli e sorelle migranti – ha dichiarato padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – . Occorre continuare a farlo sempre meglio e andando avanti con un coraggio sempre maggiore”.

Luogo privilegiato dell’incontro è la scuola. Nell’ambito dei due progetti nelle scuole, Finestre e Incontri, sono stati coinvolti 28.335 studenti in circa 200 istituti scolastici in Italia. In ciascuna classe, come anche nei numerosi incontri pubblici, conferenze e convegni che il Centro Astalli ha promosso e a cui ha avuto occasione di partecipare, obiettivo primario è stato quella di restituire la parola ai rifugiati stessi, “di cui sempre più spesso si parla ma che sempre più raramente vengono ascoltati”.