Centro Astalli, inaugurati i nuovi locali della mensa

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Centro Astalli, la ristrutturazione

Sono stati inaugurati i nuovi locali della mensa del Centro Astalli, il primo approdo per molti dei rifugiati che giungono a Roma. Presenti, questa mattina,  monsignor Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, del Dott. Luigi Abete, Presidente BNL, e di padre Camillo Ripamonti, presidente del centro.

La ristrutturazione è stata possibile grazie al contributo di BNP Paribas e al sostegno di Fondazione BNL. In particolare è stato ampliato lo spazio dedicato al centro d’ascolto e agli uffici amministrativi. È stato poi incrementato il numero delle docce e ridistribuiti i locali dedicati alla consumazione dei pasti.

Migliorato anche lo spazio in cui i rifugiati musulmani (che rappresentano circa il 75% degli utenti) possono raccogliersi in preghiera.

“Un luogo” costruito insieme

Centro Astalli, inaugurati i nuovi locali della mensa 1“Siamo nella mensa del Centro Astalli. Il cuore del centro dove tutto ha avuto inizio oltre 30
anni fa dall’intuizione del Padre Arrupe che diede il via al servizio dei Gesuiti per i Rifugiati”, ha spiegato il presidente salutando quanti intervenuti. “Perché la storia dell’incontro di un rifugiato a Roma e del Centro Astalli comincia qui e qui quell’incontro si fa storia costruita insieme”.

Un luogo che in questi anni si è trasformato. Non è più, infatti, solo una mensa. “I rifugiati ci hanno insegnato ciò di cui avevano bisogno e allora ascoltandoli abbiamo aggiunto servizi: le docce, il centro di ascolto legale, l’ambulatorio, l’ufficio residenze, la posta. Sempre più questo luogo, e ci tengo a sottolineare la parola luogo, rispetto ai tanti non luoghi che alienano le persone, questo luogo è diventato casa per tante persone, forse quasi
un milione (o più) in più di trent’anni”.

Un luogo, dunque, nel cuore della nostra città, “semplice, poco visibile e sottoterra che diviene casa per una persona straniera”.

La testimonianza

Ed è divenuto casa anche per Sussy, una delle tante rifugiate dal Camerun, che non ha scelto di venire in Italia. “La destinazione non mi importava, dovevo solo trovare un posto
sicuro”. Una volta arrivata a Roma è stata accolta al Centro Astalli.

“Qui sai che entrando trovi sempre qualcuno che ti chiede come stai e ti sorride. Vivo da sola in Italia, le difficoltà sono enormi. Ma ho imparato che la casa non è fatta di mura ma è fatta di persone che ti stringono la mano, ti sorridono e ti riconoscono.”

 

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