Ceneri, Papa: Quaresima per ritrovare la rotta della vita

0

Ceneri, il Papa a Santa Sabina

“La Quaresima si apre con un suono stridente, quello di un corno (“Suonate il corno, proclamate un solenne digiuno” – Gl 2,15) che non accarezza le orecchie, ma bandisce un digiuno”. Sono le parole di Papa Francesco che ieri ha celebrato la Messa del Mercoledì delle Ceneri alla Basilica di Santa Sabina all’Aventino. “È un suono forte,  – ha precisato il Pontefice – che vuole rallentare la nostra vita che va sempre di corsa, ma spesso non sa bene dove. È un richiamo a fermarsi – un ‘fermati!’ -, ad andare all’essenziale, a digiunare Ceneri, Papa: Quaresima per ritrovare la rotta della vita 1dal superfluo che distrae. È una sveglia per l’anima”

Ma non solo. La Quaresima è anche il tempo per ritrovare la rotta della vita. “Al suono di questa sveglia si accompagna il messaggio che il Signore trasmette per bocca del profeta, un messaggio breve e accorato: «Ritornate a me» (v. 12). Ritornare. Se dobbiamo ritornare, vuol dire che siamo andati altrove”.

“È il Signore la meta del nostro viaggio nel mondo”

È il Signore la meta del nostro viaggio nel mondo, ha spiegato Francesco, non la cultura dell’apparenza, i lacci dell’egoismo e del consumismo. E per ritrovare la rotta, “oggi ci è offerto un segno: cenere in testa. È un segno che ci fa pensare a che cosa abbiamo in testa. I nostri pensieri inseguono spesso cose passeggere, che vanno e vengono. Il lieve strato di cenere che riceveremo è per dirci, con delicatezza e verità: di tante cose che hai per la testa, dietro cui ogni giorno corri e ti affanni, non resterà nulla”.

La Quaresima, dunque, è riscoprire che “siamo fatti per il fuoco che sempre arde, non per la cenere che subito si spegne; per Dio, non per il mondo; per l’eternità del Cielo, non per l’inganno della terra; per la libertà dei figli, non per la schiavitù delle cose”.

Le tre tappe

Tre sono le tappe, ha ribadito il Papa, in questo viaggio di ritorno all’essenziale che è la Quaresima: l’elemosina, la preghiera, il digiuno. “La preghiera ci riannoda a Dio; la carità al prossimo; il digiuno a noi stessi. Dio, i fratelli, la mia vita: ecco le realtà che non finiscono nel nulla, su cui bisogna investire.

Ecco dove ci invita a guardare la Quaresima: verso l’Alto, con la preghiera, che libera da una vita orizzontale, piatta, dove si trova tempo per l’io ma si dimentica Dio. E poi verso l’altro, con la carità, che libera dalla vanità dell’avere, dal pensare che le cose vanno bene se vanno bene a me. Infine, ci invita a guardarci dentro, col digiuno, che libera dagli attaccamenti alle cose, dalla mondanità che anestetizza il cuore. Preghiera, carità, digiuno: tre investimenti per un tesoro che dura”.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here