Catechesi. Mons. Lonardo spiega ruolo ed importanza del padrino

Proseguono gli approfondimenti di C come Catechesi la rubrica diocesana settimanale che racconta le attività promesse dall’Ufficio Catechistico del vicariato e fa scoprire quali sono i protagonisti di queste attività, dando risalto anche alle diverse realtà e forme di catechesi presenti nella Diocesi di Roma.

Il periodo quaresimale viene considerato il periodo per eccellenza dei catecumeni perché si avvicina la notte della veglia di Pasqua, ovvero quando riceveranno i sacramenti tra cui il battesimo, ed entreranno definitivamente a far parte della Chiesa. Ad accompagnare questo percorso di formazione e di vicinanza non solo spirituale, il padrino e la madrina, che sono le figure preposte a “custodia” della vita di fede. Una figura importante per la Chiesa Cattolica, non solo quando si riceve il battesimo da piccoli, ma anche e soprattutto da adulti.

Dell’importanza del loro ruolo Francesca Baldini ne ha parlato con mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio Catechistico del vicariato di Roma, nella punta di C come Catechesi, andata in onda sabato 25 marzo. 

Ascolta tutto la puntata!

A supporto dell’importanza della figura di padrini e madrine, mons. Lonardo ha anche citato Sant’Agostino che ribadiva in merito: “I bambini sono presentati per ricevere la grazia spirituale non tanto da coloro che gli portano sulle braccia, benché anche da essi se sono buoni fedeli, quanto dalla società universale dei santi e dei fedeli. E’ tutta la madre chiesa dei santi che agisce poiché essa intera genera tutto e ciascuno“.

“Avere grande misericordia e grande fede – questo quanto ribadisce il direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Roma parlando delle caratteristiche che devono avere padrini e madrine – e che siano persone che realmente amino e credano in Cristo e che quindi sappiano sempre, quando la fede o l’amore si estinguono nella vita del bambino o dell’adulto, ritrovare la capacità di dargli luce, di dargli fiducia”.

 

QUALI SONO I REQUISTI PER ESSERE PADRINO O MADRINA

Le notizie relative all’importanza di questa figura al fianco di chi desidera ricevere i sacramenti di Battesimo e Cresima, risalgono al nono secolo in Francia.

Fino al Concilio Vaticano II era preferibile che la persona che ricopriva questo ruolo fosse diversa da battesimo a cresima, mentre dopo è stato consigliato che fosse il medesimo per sottolineare meglio il legame tra i due sacramenti e ribadire la cura della formazione religiosa del figlioccio.

Per poter svolgere il ruolo di padrino o madrina è necessario possedere determinati requisiti:

1- essere cattolico/a e non aderire a movimenti contrari alla Chiesa

2-aver compiuto il sedicesimo anno di età e essere stato designato dal battezzando, dai genitori o dal parroco se quest’ultimi sono venuti a mancare

3-aver ricevuto i Sacramenti della Confermazione e dell’Eucarestia

4- non essere madre o padre del battezzato e non vivere situazioni di irregolarità nella vita matrimoniale (convivente, sposato solo civilmente, divorziato o risposato)

5- non essere colpevole di nessuna pena canonica, inflitta o dichiarata

Per il Sacramento della Cresima è usanza che gli uomini siano accompagnati all’altare da un padrino e le donne da da una madrina. Un uso che si è tramandato nel tempo e che nasce storicamente perché tra padrino/madrina e figlioccio nasceva la cognatio spiritualis che veniva considerata impedimento per contrarre un futuro matrimonio.

 

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