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Caritas Roma. Un anno all’insegna della misericordia e dell’accoglienza

Bilancio e saluti per l’ultima puntata de “La Porta della Carità” con l’intervista a mons. Enrico Feroci, direttore di Caritas Roma. Un anno all’insegna della misericordia e dell’accoglienza.

“Un anno fa quando papa Francesco ha incontrato i sacerdoti nella basilica di San Giovanni in Laterano -, ci racconta mons. Feroci – ci ricordò che chi aveva ricevuto misericordia nella propria vita, ovvero siamo stati misericordiati, come usa affermare, allora dobbiamo essere misericordiandi, quindi  essere  portatori di misericordia”. Spiega così Mons. Feroci il perché della scelta di ruotare attorno alla misericordia in questo anno pastorale per il programma di Caritas Roma, tracciando un breve bilancio al termine della stagione della rubrica “La Porta della Carità” in onda sulla nostra emittente tutti i venerdì.

“Siamo partiti dall’attenzione alle realtà che ci circondano, in primis alla nostra Madre Terra. Poi a cascata l’attenzione verso tutte le realtà della città di Roma, che sentiamo in grande difficoltà ed affanno, verso la nostra Chiesa di Roma, sempre con un occhio particolare alle famiglie, ai minori, agli immigrati, a chi è malato, a chi vive per strada”. Insomma misericordia ed accoglienza, queste due parole centrali per l’anno di Caritas Roma, che si interseca con il programma pastorale della Diocesi di Roma.

Attività ordinaria, perché, come ci ricorda, “i poveri non vanno mai in vacanza”, ma anche novità come l’avvio di un Centro Diurno per i malati di Alzheimer o una ricerca sulle nuove solitudini presenti nella città di Roma, sfociato in un recente convengo. “Abbiamo realizzato un convegno sulle nuove solitudini che affliggono la nostra città -, ribadisce il direttore di Caritas Roma – e che coinvolgono non solo gli anziani. Infatti dalle nostre ricerche emerge come le solitudini affliggono molto giovani, perché c’è una carenza di speranza e futuro. Per questo abbiamo bisogno di persone che vengano a rivitalizzare questa nostra società”.

Specchio di una società che cambia, più globalizzata, ma anche di una città come Roma che rimane sempre accogliente. Un apporto, a cambiare il volto di questa società e della Chiesa di Roma, che mons. Feroci ribadisce importante e che può arrivare anche da chi arriva nella nostra città.

“Anche gli immigrati possono dare un grande contributo, un apporto di novità e vitalità alla nostra Chiesa di Roma. E’ una integrazione e una comunicazione di positività nell’accoglienza”.  E questa accoglienza, che si è dimostrata molto significativa da parte di tante parrocchie e tante famiglie che hanno messo a disposizione le proprie strutture per accogliere i rifugiati, verrà ripagata il prossimo 19 giugno quando papa Francesco al convegno diocesano saluterà e ringrazierà le parrocchie che hanno accolto gli immigrati e ne incontrerà qualcuno.

Dunque questi i temi principali affrontati quest’anno e per questo che mons. Feroci auspica che “diventassero sempre di più patrimonio della Chiesa di Roma”  e conclude ringraziando gli ascoltatori augurandosi che chi ha ascoltato questa rubrica con “positività” diventi “portatore o portatrice di queste idee verso gli altri perché è la comunione che si fa insieme ed anche lo stare insieme produce pensiero e diversifica e arricchisce questa nostra città”.

Ascolta tutta la puntata realizzata da Francesca Baldini ed andata in onda venerdì 9 giugno!

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